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Autopsia su marmista trovato morto a Cattolica Eraclea: omicidio

Giuseppe Miceli, il marmista di 67 anni di Cattolica Eraclea (Ag) trovato morto ieri nel suo laboratorio, e’ stato ucciso. L’autopsia non sembra lasciare dubbi. L’uomo sarebbe morto per dei colpi inferti fra la nuca e la testa. La lesione al mento pare che sia successiva al decesso, forse determinata dalla caduta sul pavimento. Miceli […]

Pubblicato 10 anni fa

Giuseppe Miceli, il marmista di 67 anni di Cattolica Eraclea (Ag) trovato morto ieri nel suo laboratorio, e’ stato ucciso. L’autopsia non sembra lasciare dubbi. L’uomo sarebbe morto per dei colpi inferti fra la nuca e la testa. La lesione al mento pare che sia successiva al decesso, forse determinata dalla caduta sul pavimento. Miceli sarebbe stato ucciso fra il tardo pomeriggio e la notte di domenica. Ad agire sarebbero state più persone e ad ucciderlo sarebbero stati i colpi sferrati contro la sua nuca utilizzando una lastra di marmo. Stamattina i carabinieri hanno sequestrato anche il laboratorio di marmi e graniti e alcuni materiali che saranno inviati al Ris di Messina. Fra le ipotesi al vaglio gli inquirenti, c’è quella di una rapina finita male. Ma non solo. Tra le ipotesi investigative di cui si stanno occupando i carabinieri, anche quella  dell’omicidio scaturito da un litigio. E si guarda anche nel controverso mondo delle scommesse dato che, come sembra, pare che la vittima avrebbe avuto il vizio del gioco.

Il fratello maggiore di Miceli, Ignazio, contitolare dell’azienda parla chiaro: “E’ stato ammazzato come un cane. E per poco. Infatti lo stesso Ignazio Miceli riferisce ai carabinieri che il fratello avrebbe avuto in tasca dai 250 ai 300 euro contanti, ricevuti nel pomeriggio come acconto per il pagamento di due lavori svolti nella vicina Montallegro. Soldi che, però, non sono stati mai più trovati: gli assassini, quindi, potrebbero essere ladri occasionali che hanno deciso di rapinare l’uomo, perdendo poi il controllo della situazione.

Gli investigatori, coordinati dal pm Silvia Baldi della Procura di Agrigento, stanno vagliando tutte le ipotesi. Sembra che un’autovettura sia stata vista sfrecciare dalla via Francesco Crispi (dove è avvenuto il delitto) nella sera di domenica, proprio nelle ore in cui è stato commesso l’omicidio. E sembra anche che l’auto sia stata notata all’uscita del paese da una pattuglia dei carabinieri che stava facendo un posto di controllo che, però, non è riuscita a bloccarla.

 

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