Cronaca

Impianti di depurazione fuori regola, scattano sanzioni per 20mila euro

SI tratta di controlli effettuati negli anni passati: in tutti i casi sono emerse gravi violazioni alle norme ambientali

Pubblicato 2 ore fa

Ammonta a 19.760 euro l’importo totale delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento attraverso tre distinte ordinanze-ingiunzione emesse il 5 maggio 2026. I provvedimenti, firmati dal Settore Ambiente, colpiscono gravi irregolarità nella gestione degli impianti di depurazione e dei rifiuti speciali nel territorio provinciale. Depuratori che però, da quanto si intuisce dentro una giungla di ingiustificabili omissis, apparterrebbero non ad Aica ma ad alcuni Comuni di cui, ovviamente, non è noto il nome.

La sanzione più consistente, pari a 9.000 euro, riguarda un impianto di depurazione comunale dove i tecnici dell’Arpa hanno riscontrato l’assenza di un’autorizzazione allo scarico in corso di validità. Oltre alla violazione amministrativa per la mancanza del titolo autorizzativo, le analisi chimiche sui campioni di acque reflue hanno evidenziato il superamento dei limiti tabellari per il parametro dei Solidi Sospesi Totali.

Un secondo provvedimento, sempre di 9.000 euro, è stato notificato per violazioni analoghe accertate presso un altro depuratore comunale. Anche in questo caso, l’ispezione ha portato alla luce sia la scadenza della precedente autorizzazione allo scarico, sia l’inosservanza dei limiti di emissione previsti dalla normativa ambientale vigente.

La terza ordinanza, dell’importo di 1.760 euro, scaturisce invece da irregolarità riscontrate nella gestione dei rifiuti speciali prodotti da un impianto di depurazione. Tra le contestazioni figurano la presenza di registrazioni sul registro di carico e scarico antecedenti alla sua vidimazione e il mancato rispetto di alcune prescrizioni tecniche, come la piantumazione arborea perimetrale e l’esecuzione degli autocontrolli allo scarico.

In tutti i procedimenti, le memorie difensive presentate dai responsabili legali degli enti gestori sono state respinte dall’amministrazione provinciale. Il Libero consorzio ha ritenuto che gli accertamenti tecnici dell’Arpa dimostrassero in modo obiettivo la responsabilità degli illeciti, confermando le sanzioni calcolate sui minimi edittali previsti dalla legge.

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