Agrigento, omicidio Azzarello: lupara e pistola, sparati 11 colpi per ammazzarlo
L’autopsia conferma che a sparare a Salvatore Azzarello, uccidendolo, sono stati due killer: il primo con un fucile calibro 12 (con proiettili a pallini); il secondo con una pistola calibro 9. Per uccidere il 39enne di Palma di Montechiaro sono stati sparati, in totale, 11 colpi di arma da fuoco. E’ stata una vera e […]
L’autopsia conferma che a sparare a Salvatore Azzarello, uccidendolo, sono stati due killer: il primo con un fucile calibro 12 (con proiettili a pallini); il secondo con una pistola calibro 9. Per uccidere il 39enne di Palma di Montechiaro sono stati sparati, in totale, 11 colpi di arma da fuoco.
E’ stata una vera e propria pioggia di proiettili quella che ha investito Salvatore Azzarello, 39 anni di Palma di Montechiaro, ucciso nel primo pomeriggio di martedì scorso in contrada Burrainiti, tra le campagne e che collegano Agrigento a Naro.
L’autopsia e i risultati della balistica, dunque, aggiungono nuovi spunti completamente diversi da quelli di partenza. Infatti, contrariamente a quanto si pensasse in un primo momento, a sparare contro il 39enne, che di mestiere faceva l’imprenditore nel settore agricolo, sono stati ben due killer – e non uno come si pensava – che hanno fatto fuoco per ben 11 volte con due armi differenti: un fucile calibro 12, caricato con proiettili a pallini e da cui sono stati esplosi 2 colpi; ed una pistola, calibro 9, da cui invece sono partiti i restanti nove colpi.
Azzarello è stato ucciso mentre si trovava alla guida del suo trattore con rimorchio, sorpreso da chi evidentemente conosceva molto bene i suoi spostamenti e movimenti. Undici colpi, di cui due alla testa, sembrano un chiaro segno di come questo omicidio assuma i contorni di una vera e propria esecuzione. Questi, dunque, gli elementi a disposizione degli inquirenti che hanno già effettuato una serie di perquisizioni alla ricerca delle armi usate nell’agguato e ascoltato numerosi conoscenti e parenti della vittima. Si scava anche sul passato di Salvatore Azzarello: è venuto fuori, ad esempio, che quest’ultimo nel 2005 è stato indagato per favoreggiamento personale in favore del padre, accusato dell’omicidio di un cugino avvenuto 12 anni fa.
Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento, Simona Faga. Proprio la titolarità dell’indagine del Pm agrigentino – almeno per il momento – allontana la pista mafiosa dato che – in quel caso – il fascicolo sarebbe già passato nelle mani dei procuratori della Direzione distrettuale antimafia di Palermo.


