Agrigento

Dissero ‘no’ alla mafia, Moncada e Miceli diventano ‘gelesi’, cittadinanza anche per Mettifogo

Domani alle 10.30, nell’aula consiliare del comune di Gela, sara’ conferita la cittadinanza onoraria a un ufficiale dei carabinieri, a un commerciante e a un imprenditore che si sono distinti per coraggio e impegno nella lotta alle cosche mafiose, durante e dopo gli anni di piombo della faida tra “Stidda” e “Cosa nostra”. Sono il […]

Pubblicato 9 anni fa

Domani alle 10.30, nell’aula consiliare del comune di Gela, sara’ conferita la cittadinanza onoraria a un ufficiale dei carabinieri, a un commerciante e a un imprenditore che si sono distinti per coraggio e impegno nella lotta alle cosche mafiose, durante e dopo gli anni di piombo della faida tra “Stidda” e “Cosa nostra”. Sono il colonnello Mario Mettifogo, di Cassano Magnago (Varese), il testimone di giustizia Nino Miceli (ex commerciante di automobili, attualmente sotto protezione), di Realmonte (Agrigento), e l’imprenditore agrigentino Salvatore Moncada. Mettifogo fu comandante della compagnia Carabinieri di Gela dall’89 al ’93, quando condusse numerose indagini, scopri’ il libro-mastro del racket ed esegui’ decine di arresti. Miceli, che subi’ minacce di morte, richieste di denaro e la duplice distruzione del suo autosalone stracolmo di macchine in esposizione, denuncio’ e fece arrestare i suoi estorsori ma dovette lasciare la citta’ insieme con la sua famiglia e trasferito, sotto protezione, in localita’ segreta. Lo stesso fece Moncada, nel 2004, quando gli chiesero il pizzo mentre stava realizzando a Gela un impianto di illuminazione stradale nella zona di contrada Manfria.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Grandangolo Settimanale N.16/2026 · Edizione digitale
Ultima uscita
Vai all'edicola digitale
N.16/2026
Pagina 1 di 18
Hai già acquistato questo numero? Inserisci il codice di accesso:
banner italpress istituzionale banner italpress tv