“Abusi sessuali sulla figlia”, processo a netturbino di Favara approda in Cassazione
Nel processo sono imputati anche tre parenti del netturbino - la moglie e due cognati – per favoreggiamento
Il processo ad un netturbino di Favara, condannato a sette anni e dieci mesi per avere abusato della figlia, approda in Cassazione per l’ultimo atto. Saranno i giudici della terza sezione della Suprema corte ad occuparsi del caso il prossimo 19 giugno. Il sessantenne favarese era stato riconosciuto colpevole sia dal tribunale di Agrigento – nel settembre 2023 – che dalla Corte di appello di Palermo che sei mesi fa aveva confermato il verdetto. Nel processo sono imputati anche tre parenti del netturbino – la moglie e due cognati – per favoreggiamento.
Secondo quanto emerso, infatti, avrebbero mentito ai pm in fase di indagine aiutando così l’operatore ecologico ad eludere le investigazioni. La vicenda risale al 2017. Secondo l’accusa, che ha trovato riscontro sia nel primo che nel secondo grado di giudizio, il 60enne avrebbe colpito la figlia con calci e pugni con l’intenzione di abusare di lei.
Tra gli episodi contestati anche quello di aver puntato una pistola all’indirizzo della ragazza. Il favarese venne arrestato nel 2019 salvo poi essere scarcerato in seguito alla decorrenza dei termini della custodia cautelare. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Salvatore Cusumano, Salvatore Pennica e Davide Casà. La persona offesa si è costituita parte civile rappresentata dall’avvocato Valentina Fiorilli.

