Siciliano ucciso in un bar di Liegi, il nipote: “Mio zio un uomo senza storia e senza soldi”
Era seduto come ogni mattina nel suo tavolo alla sinistra dell’ingresso del bar “Le Huit”, nella piazza del mercato di Liegi. Una zona centralissima. Salvatore Catalano, 66 anni, originario di Lercara Friddi ma da moltissimo tempo residente nella cittadina belga, non ha avuto scampo: diversi colpi di arma da fuoco lo hanno raggiunto alla testa […]
Era seduto come ogni mattina nel suo tavolo alla sinistra dell’ingresso del bar “Le Huit”, nella piazza del mercato di Liegi. Una zona centralissima. Salvatore Catalano, 66 anni, originario di Lercara Friddi ma da moltissimo tempo residente nella cittadina belga, non ha avuto scampo: diversi colpi di arma da fuoco lo hanno raggiunto alla testa e al torace.
C’è il sospetto che la brutale esecuzione possa avere un legame con la scia di sangue che da due anni macchia i territori sull’asse Favara – Liegi. Ma al momento resta solo un sospetto peraltro ben considerato sia dagli inquirenti del Belgio che dagli investigatori della Squadra mobile di Agrigento.
La collega belga Allison Mazzoccato, giornalista della testata “LaMeuse.be” che pubblica oggi un articolo in merito , è riuscita a sentire alcuni testimoni presenti nei momenti dell’agguato nei confronti di Catalano. La giornalista ha anche intervistato il nipote della vittima.
“Almeno cinque colpi” – racconta una signora presente all’agguato. “Ho visto una coppia di persone scappare e ho fatto lo stesso, inizialmente pensavo fosse un petardo” – dice sempre un altro testimone oculare.
Il killer – almeno secondo le prime ricostruzioni – avrebbe agito indisturbatamente, avendo anche una buona visuale per esplodere i colpi. Subito dopo l’agguato sarebbe fuggito verso Hors Château Street, facendo perdere le proprie tracce. Un lavoro eseguito con minuzia, sicuramente preparato con anticipo e studiando le abitudini e gli spostamenti della vittima.
Uno dei camerieri ricostruisce quegli attimi: “Inizialmente pensavo fosse un gioco ma appena ho capito cosa stava accadendo sono scappato subito cercando rifugio in cantina. Sono risalito subito dopo e ho visto il corpo di Salvatore disteso a terra.”
I soccorsi sono stati chiamati da un passante appena uscito dall’ufficio postale, nelle vicinanze del luogo del delitto. La polizia belga si è precipitata sul posto chiudendo la strada e facendo sgomberare il bistrot. Un intervento di polizia è stato effettuato – forse legato a questo caso – nel tardo pomeriggio di ieri a Feronstrée, accanto al bar. E’ stata trovata l’auto dell’assassino? L’arma? Catherine Collignon, procuratore della corona, ha indicato che il magistrato inquirnte non ha voluto rilasciare dichiarazioni in questa fase delicata dell’inchiesta.
Paolo Catalano è il nipote di Salvatore, l’uomo di Lercara Friddi freddato nella mattinata di ieri presso il bar “Le Huit”, a Liegi. Il nipote si trovava poco distante il luogo del delitto quando è stato avvertito dell’agguato ai danni del parente: “Mi trovavo in città per lavoro e sapevo che mio zio si trovava in quel caffè e quando ho saputo degli spari speravo non fosse coinvolto. In famiglia non ce lo spieghiamo, non riusciamo a capire. Era depresso e talvolta litigava anche ma non aveva problemi e non doveva soldi a nessuno. Era molto legato ai suoi genitori, con cui ha vissuto fino alla morte. “Quando ha perso la madre, è stato terribile. Non si è mai davvero ripreso da questo avvenimento. Viveva fino a quel momento a Pierreuse. La casa fu poi venduta e affittò un appartamento nel rue de Campine, dove stava ancora vivendo.”
Catalano ha lavorato per lungo tempo a Reynolon, nel distretto di Grace-Holland. Dopo la chiusura della società non era riuscito a trovare più lavoro. La famiglia Catalano è una famiglia numerosa. Salvatore aveva diversi fratelli, tutti che vivono in Belgio.




