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“Naufragio dei bambini” a Lampedusa, domani udienza

E’ fissata per domani, davanti al gip del tribunale di Roma Giovanni Giorgianni, l’udienza in camera di consiglio per decidere sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura della Capitale per il naufragio di un barcone di migranti, avvenuto l’11 ottobre 2013 a largo di Lampedusa (Agrigento), nel quale morirono circa 300 persone, quasi tutte siriane. Tra le […]

Pubblicato 9 anni fa

E’ fissata per domani, davanti al gip del tribunale di Roma Giovanni Giorgianni, l’udienza in camera di consiglio per decidere sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura della Capitale per il naufragio di un barcone di migranti, avvenuto l’11 ottobre 2013 a largo di Lampedusa (Agrigento), nel quale morirono circa 300 persone, quasi tutte siriane. Tra le vittime una sessantina di bambini.

Sulla tragedia vi e’ l’ombra di un ritardo nei soccorsi: in particolare, un tardivo intervento sul posto della nave Libra, della Marina Militare, che era nella zona, nonostante concitate telefonate dal peschereccio con richieste di aiuto. Per il “naufragio dei bambini” – cosi’ e’ conosciuta la vicenda – sono state aperte due inchieste, una della Procura di Roma e una della procura di Agrigento, successivamente riunite, per competenza territoriale, in un unico fascicolo per il quale i pm della Capitale hanno chiesto l’archiviazione. Rispetto a tale richiesta, tuttavia, ha presentato opposizione il medico siriano Mohanad Jammo (assistito dagli avvocati Alessandra Ballerini e Emiliano Benzi), superstite del naufragio, nel quale sono morti due suoi figli. La prima inchiesta, quella della procura di Roma, riguarda quattro indagati: gli ufficiali della Marina Nicola Giannotta e Luca Licciardi, la comandante della nave Libra Catia Pellegrino e Leopoldo Manna, della centrale operativa di Roma della Guardia costiera, nei riguardi dei quali e’ stato ipotizzato il reato di omissione di soccorso.

I pm romani hanno tuttavia ritenuto che il comportamento degli indagati fu regolare e hanno chiesto l’archiviazione del procedimento. La seconda inchiesta e’ stata svolta contro ignoti dalla procura di Agrigento per omissione di soccorso ed i pm, ritenendo che la responsabilita’ fosse delle autorita’ maltesi, avevano concluso le indagini con richiesta di archiviazione, alla quale si sono opposti i legali di Jammo e di altri familiari di bambini morti nel naufragio. Con ordinanza del 12 maggio scorso, il gip di Agrigento Francesco Provenzano non solo non ha accolto la richiesta di archiviazione, ma ha ordinato l’iscrizione coatta nel registro degli indagati della comandante di nave Libra Catia Pellegrino, di Filippo Maria Foffi, in passato comandante in capo della Squadra Navale, e di due ufficiali quella sera in servizio alla centrale operativa di Roma della Guardia Costiera, Clarissa Torturro e Antonio Miniero. Ipotesi di reato: omicidio con dolo eventuale. Fu, cioe’, accettato il rischio connesso al mancato immediato intervento di nave LIbra nell’area del naufragio. Il gip di Agrigento ha, inoltre, ordinato la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Roma per competenza territoriale.

I pm romani, tuttavia, non hanno condiviso le argomentazioni del giudice agrigentino, e, ottenuta la riunione dei due procedimenti, hanno rinnovato la richiesta di archiviazione. Sono seguite nuove opposizioni, sulle quale dovra’ esprimersi il gip Giorgianni.

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