Tentato omicidio Nicotra: perquisizioni a Favara (anche al cimitero) e in carcere alla ricerca di video e audio
Hanno le idee chiare i pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia, Geri Ferrara e Claudio Camilleri e sanno cosa cercare. Non si spiegano diversamente, tre giorni dopo gli esami irripetibili sulle auto ritenute in qualche modo pertinenti alle indagini sul tentato omicidio di Carmelo Nicotra, avvenuto la sera del 23 maggio scorso in via Torino […]
Hanno le idee chiare i pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia, Geri Ferrara e Claudio Camilleri e sanno cosa cercare.
Non si spiegano diversamente, tre giorni dopo gli esami irripetibili sulle auto ritenute in qualche modo pertinenti alle indagini sul tentato omicidio di Carmelo Nicotra, avvenuto la sera del 23 maggio scorso in via Torino a Favara, le perquisizioni disposte a tappetto nei confronti dei cinque indagati estese persino nel cimitero di Favara e nel carcere dove sono detenuti Calogero e Antonio Bellavia, 27 e 44 anni.
Assume rilievo pregnante, e a questo punto c’è da aspettarsi di tutto, l’attività investigativa della Squadra mobile di Agrigento che agisce su input della Direzione distrettuale antimafia – i pubblici ministeri sono Geri Ferrara e Claudio Camilleri – che stamani ha perquisito case, case di campagne, magazzini e luoghi di lavoro nelle disponibilità degli indagati Calogero e Antonio Bellavia, 27 e 44 anni, attualmente detenuti, Calogero ed Emanuele Ferraro, 39 e 41 anni, e Carmelo Vardaro, 39 anni.
Per i primi due, detenuti, le perquisizioni sono state effettuate in carcere.
Le perquisizioni hanno riguardato anche la vittima dell’agguato, Nicotra, indagato per riciclaggio e ricettazione.
Gli investigatori hanno cercato esclusivamente cappelli, passamontagna, scarpe e capi di abbigliamento nonché supporti informatici quali cellulari, chiavette usb, pen drive, smartphone, pc computer e tablet contenenti files di conversazioni o video ed in ultimo armi da sparo.
Insomma, non si cerca a caso ma si sa cosa cercare.
Evidente che le investigazioni giunte a questo punto hanno messo in luce alcuni aspetti che hanno indotto Procura e Squadra mobile a cercare non nel mucchio ma con mira precisa.
Tanto precisa che gli stessi pubblici ministeri nel loro provvedimento scrivono che si potrà fare a meno delle perquisizioni se gli indagati dovessero consegnare quanto cercato.
In realtà nessuno ha consegnato alcunchè e le perquisizioni sono state effettuate sia nei luoghi di pertinenza degli indagati ma anche in carcere e negli uffici del cimitero dove lavora uno dei Ferraro.
I poliziotti hanno sequestrato pc, telefonini ma niente armi o indumenti.
Vedremo cosa verrà fuori dalle verifiche che verranno effettuate dagli esperti sui supporti informatici.
Di sicurò c’è che ormai si è davvero ad un punto di svolta.

