Agrigento

Agrigento, l’imprenditore Sinatra resta agli arresti domiciliari

Vincenzo Sinatra resta agli arresti domiciliari. Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, rigettando la richiesta della difesa dell’imprenditore agrigentino avanzata dall’avvocato Nino Gaziano. Sinatra, 82 anni, è stato arrestato lo scorso 15 marzo  dagli agenti della Digos di Agrigento, guidati da Patrizia Pagano, con l’accusa di […]

Pubblicato 8 anni fa

Vincenzo Sinatra resta agli arresti domiciliari. Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, rigettando la richiesta della difesa dell’imprenditore agrigentino avanzata dall’avvocato Nino Gaziano. Sinatra, 82 anni, è stato arrestato lo scorso 15 marzo  dagli agenti della Digos di Agrigento, guidati da Patrizia Pagano, con l’accusa di truffa e falso.

Ci sono anche altri tre indagati: si tratta di Tito Cece, 71 anni di Salerno, Dania Ciaceri, 62 anni di Noto, Dirigente del Servizio Patrimonio del Dipartimento del Bilancio e del Tesoro della Regione Sicilia, e Ninfa Cangemi, 57 anni, funzionario del Servizio Patrimonio del Dipartimento del Bilancio e del Tesoro della Regione Sicilia.

LE ACCUSE. Secondo la Procura di Agrigento gli indagati avrebbero formato atti pubblici falsi propedeutici alla vendita a favore della ditta TAS  S.r.l. di un appezzamento di terreno appartenente al Demanio della Regione Siciliana sito nel territorio del Comune di Agrigento nel complesso denominato “Villa Genuardi” (sito accanto l’Hotel della Valle, di proprietà della ditta TAS  S.r.l.) ubicato in area di interesse archeologico, ideologicamente falso in quanto avente per oggetto un’area di estensione assai maggiore a quella rispetto la quale la Soprintendenza dei Beni Culturali di Agrigento aveva espresso parere positivo alla vendita in favore della TAS.

In particolare Sinatra, quale rappresentante della Tas, e Cece, quale libero professionista, previ accordi collusivi con i pubblici ufficiali, determinavano la Ciaceri Dania, Dirigente del Servizio Patrimonio del Dipartimento del Bilancio e del Tesoro della Regione Sicilia, a trasmettere al Genio Civile una nota con la quale individuare l’area del terreno demaniale da vendere alla ditta TAS – contrariamente al vero – anziché la sola porzione di area già concessa alla TAS per la quale era stato dato il parere positivo alla vendita, una maggiore estensione pari a 3400 mq con inclusione di una fascia di cira 2.200 mq che era invece stata data in consegna alla TAS solo ai fini di manutenzione del terreno, determinando la Ciaceri ad autorizzare il frazionamento dell’area da cedere alla TAS .

Determinavano inoltre Cangemi Ninfa, funzionario del Servizio Patrimonio del Dipartimento del Bilancio e del Tesoro della Regione Sicilia delegata alla stipula dell’atto notarile, a sottoscrivere l’atto di compravendita tra la parte venditrice Regione Sicilia e l’acquirente, ovvero la ditta TAS

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