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Rizzo parla e accusa: svelati i traffici di droga, di armi, gli omicidi. Il favarese rivela: “Mi chiesero un arma che serviva a uno ‘pesante’ della ‘Marina’”

Stava per essere prelevato dalla polizia del Belgio, appositamente giunto in Italia, Mario Rizzo, 32 anni, di Favara, il nuovo pentito che con i suoi “racconti”, dopo essere diventato collaboratore di giustizia, ha permesso di far luce sull’agguato del ristoratore empedoclino Saverio Sacco, avvenuto nell’aprile del 2017 nei pressi di Liegi. Stava, però, perchè i […]

Pubblicato 7 anni fa

Stava per essere prelevato dalla polizia del Belgio, appositamente giunto in Italia, Mario Rizzo, 32 anni, di Favara, il nuovo pentito che con i suoi “racconti”, dopo essere diventato collaboratore di giustizia, ha permesso di far luce sull’agguato del ristoratore empedoclino Saverio Sacco, avvenuto nell’aprile del 2017 nei pressi di Liegi.

Stava, però, perchè i giudici della Corte di Appello, dopo l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, hanno disposto lo slittamento della consegna alle autorità belghe dell’uomo, dopo il permesso all’estradizione, slittamento che sarà certamente definitivo visto che lo stesso, nei prossimi giorni potrebbe lasciare il carcere per andare in una località segreta ed essere ammesso al programma di protezione speciale per i collaboratori di giustizia.

Rizzo si era trasferito in Belgio dopo essere fuggito dal carcere di Favignana ed era finito ai domiciliari, nel paese del nord Europa,  perchè sorpreso a coltivare sostanze stupefacenti, per questo fu posto ai domiciliari  con l’applicazione di un braccialetto elettronico che fu poi rotto dal Rizzo che si diede alla fuga.

I racconti di Rizzo riguarderebbero diversi episodi riguardanti la malavita locale, ma anche traffici di armi, di droga, ma anche di altro.

Le dichiarazioni di Mario Rizzo, detto “bacchetta”, diploma in ragioneria, certamente di intelligenza spiccata e che mastica un buon italiano nuovo pentito (in verità ancora dichiarante come vuole la legge perchè non ha ultimato il percorso dei 180 giorni nel corso dei quali deve dire tutto per poi valutarne la credibilità) favarese senza una grande storia mafiosa alle spalle ma di sicuro spessore quale delinquente abituale gravitante nel bel mezzo di più organizzazioni a delinquere, aprono scenari inaspettati che nemmeno i pubblici ministeri della Dda e della Procura di Agrigento ovvero gli investigatori della Squadra mobile diretti da Giovanni Minardi avevano minimamente intuito.

Parla Rizzo, e a tremare ora sono in tanti.

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