Favara

Di Gati racconta: “Furgone usato per uccidere maresciallo Guazzelli fu nascosto a Favara”

Ci sono tanti aneddoti e particolari nei raccolti del pentito di mafia Maurizio Di Gati. L’ex barbiere di Racalmuto, che da anni ha deciso di collaborare con la giustizia, ha ripercorso, attraverso le sue dichiarazioni, raccolte in centinaia di pagine di verbale, anni di omicidi e fatti criminali che hanno insanguinato le città, i paesi […]

Pubblicato 7 anni fa

Ci sono tanti aneddoti e particolari nei raccolti del pentito di mafia Maurizio Di Gati. L’ex barbiere di Racalmuto, che da anni ha deciso di collaborare con la giustizia, ha ripercorso, attraverso le sue dichiarazioni, raccolte in centinaia di pagine di verbale, anni di omicidi e fatti criminali che hanno insanguinato le città, i paesi e le strade della provincia di Agrigento.

Omicidi eccellenti. Omicidi che hanno segnato la storia agrigentina. Come quello del maresciallo dei Carabinieri, Giuliano Guazzelli, trucidato da un commando di killers di Cosa nostra all’uscita del viadotto Morandi, ad Agrigento.

Relativamente all’omicidio Guazzelli, l’ex capomafia ha raccontato le diverse fasi, ha rivelato tutto quanto era a sua conoscenza: “Quando doveva essere organizzato l’agguato, Fragapane Salvatore ci ordinò di procurare un furgone”, dice Di Gati.

“Ci mettemmo alla ricerca di un mezzo da rubare. Lo rubammo a Grotte di fronte ad un negozio di biancheria e lo portammo a Favara. Si trattava di un furgone Renault bianco, che nascondemmo dentro un magazzino”. Parla Di Gati, parla di quando nel pomeriggio dell’assassinio del maresciallo “vennero i Carabinieri a casa mia… Ho ricollegato successivamente, dopo averlo visto in televisione, che il furgone che avevamo rubato era stato usato per l’omicidio del maresciallo Guazzelli. Non ho mai saputo però chi fossero gli esecutori materiali dell’omicidio ma so che arrestarono degli stiddari di Camastra….

“Quando vennero carabinieri ad effettuare il controllo a casa mia tra l’altro mi chiesero notizie su un Kalashnikov che era l’arma che era stata usata dai killer per uccidere il maresciallo…”.

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