Sequestro Ciancio, Libera: “che sia occasione per restituire ai siciliani il diritto ad un’informazione libera”
L’associazione Libera elogia il lavoro compiuto dalla Procura della Repubblica di Catania sul sequestro dei beni dell’editore Mario Ciancio e nota “che siamo davanti ad un decreto di sequestro che mette fine al monopolio dell’informazione nella seconda città siciliana. Il processo di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa contro l’editore Mario Ciancio ci vede […]
L’associazione Libera elogia il lavoro compiuto dalla Procura della Repubblica di Catania sul sequestro dei beni dell’editore Mario Ciancio e nota “che siamo davanti ad un decreto di sequestro che mette fine al monopolio dell’informazione nella seconda città siciliana. Il processo di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa contro l’editore Mario Ciancio ci vede costituiti parte civile e ci ha visti impegnati da sempre come Libera e come Libera Informazione nel denunciare fuori dalle aule dei tribunali le distorsioni delle notizie, dei silenzi informativi, degli assurdi e ingiustificabili divieti di pubblicazione di necrologi delle testate facenti capo all’editore catanese. Vogliamo rivolgere in questa occasione il nostro pensiero a Roberto Morrione e Santo della Volpe che con Libera Informazione hanno intrapreso e vinto la battaglia contro l’anomalia catanese del sistema Ciancio: essere riusciti a ottenere che la cronaca regionale del quotidiano la Repubblica venisse distribuita anche a Catania”.
“Chiediamo, conclude Libera, che venga posta particolare attenzione alla situazione dei tanti lavoratori del sistema mediatico di Ciancio (giornalisti, grafici, operatori tv, del ecc.) alcuni dei quali non ricevono da mesi il loro stipendio. Non si può permettere che anche questa volta ci sia chi dica che le azioni antimafia sono di ostacolo all’occupazione”.




