Agrigento

Debito Aica verso Siciliacque, tutto si deciderà il prossimo 29 gennaio

La consortile ha ribadito la propria proposta: nuovo incontro con il sovrambito fissato per giovedì e poi con la Regione a inizio febbraio

Pubblicato 2 ore fa

Fermi sulle proprie posizioni e pronti a difenderle. E’ questo l’esito dell’incontro svoltosi oggi a Palermo tra i vertici di AICA e ATI, l’assessore regionale ai Servizi di pubblica utilità Francesco Colianni e i dirigenti regionali. Una riunione a cui non era presente Siciliacque, che invece incontrerà i soggetti coinvolti il prossimo 29 gennaio.

AICA ha ribadito la propria proposta transattiva come l’unica sostenibile, cioè: la chiusura dell’intero debito pregresso mediante l’utilizzo dei 20 milioni di euro stanziati dalla Regione Siciliana; il pagamento del 70% delle fatture correnti per almeno 12 mesi, quale impegno concreto e mai registrato nei cinque anni di vita di AICA, per poi gradualmente arrivare al 100%; attuazione di un piano di risanamento aziendale strutturato, credibile e verificabile, illustrato nel dettaglio e oggetto di un apposito documento richiesto dall’Assessore, che AICA trasmetterà già nella giornata di domani.

Di tutt’altro parare era stata Siciliacque, che chiedeva, a conti fatti, ulteriori 7 milioni di euro solo per quanto riguarda l’arretrato, oltre che il pagamento del 100% del corrente.

AICA nella propria nota ringrazia per l’attenzione “non formale, ma sostanziale” la Regione, che si starebbe facendo carico di “un accompagnamento istituzionale reale e responsabile, a tutela di un servizio pubblico essenziale e di centinaia di migliaia di cittadini” e auspica che proprio la mediazione di questo ente possa spingere Siciliacque ad accettare la proposta.

La nuova riunione si terrà, come detto, il prossimo 29 gennaio. Poi, i primi di Febbraio, tutti i soggetti si siederanno ancora una volta davanti allo stesso tavolo per trovare una soluzione condivisa che appare molto lontana. Un esempio è il fatto che Aica precisa come rimanga invariata la propria posizione sull’ormai celebre acquedotto Favara di Burgio, nonostante la Regione abbia chiarito che le ipotesi della consortile siano di fatto infondate.

“AICA – continua la nota – proseguirà ad operare con responsabilità, trasparenza e spirito collaborativo, nella piena consapevolezza del ruolo pubblico che svolge e del dovere di garantire al territorio agrigentino un servizio idrico sostenibile, stabile e affidabile”.

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