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Sindaco Niscemi “Colpa del disastro non è della natura. I fondi per il 1997 ricevuti 28 anni dopo”

Tra le prime opere da fare, dichiara Conti “la messa in sicurezza del territorio e la preservazione del Belvedere che ha 250 anni.

Pubblicato 3 ore fa

NISCEMI (CALTANISSETTA) (ITALPRESS) – Le colpe di questo disastro?Certamente non della natura. Qui l’uomo ha delle responsabilità perché qualcosa si poteva fare”. Così in una intervista al Corriere della Sera il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti. “Il Comune – spiega – ha una struttura povera. E comunque vorrei ricordare che il finanziamento non è stato assegnato a Niscemi ma alla struttura commissariale che si occupa di dissesto idrogeologico”. “Per quanto ci riguarda vorrei solo ricordare che abbiamo ottenuto i fondi della frana del 1997, quelli della seconda e terza fase, soltanto nel dicembre del 2025, un mese fa (sono i fondi destinati alle demolizioni e agli indennizzi dei residenti con seconda casa, ndr). Li abbiamo ottenuti dopo averli richiesti il 18 ottobre di ogni santo anno”, sottolinea il primo cittadino.

In merito alle dichiarazione del ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, secondo cui servono progetti per dare soldi, dichiara: “Ripeto, abbiamo una struttura commissariale e quindi le cose stanno un pò diversamente. Ma non voglio uno scontro politico in questo momento di grande emergenza. Mi devo occupare dei miei concittadini. C’è il problema di chi ha perso la casa, degli sfollati, c’è quello delle scuole, la viabilità… In ogni caso, sul fronte idrogeologico noi avevamo caricato tutti i dati sulla piattaforma Rendis (è la banca dati gestita dall’Ispra per conto del ministero dell’Ambiente, ndr). Perché io ero davvero preoccupato, tanto che nel novembre del 2024 feci un’ordinanza di occupazione per monitorare la situazione. Avevano segnalato la necessità di irregimentare le acque”.

Ed in riferimento al monitoraggio della frana, “noi avevamo segnalato il versante Ovest – dice -. Per me è stata una sorpresa che sia venuto giù tutto da questa parte perché non avevamo avuto segnali”. Alla domanda se crolleranno altre case, risponde: “Purtroppo sì, lo si capisce a occhio nudo, è la legge di gravità. Ho chiesto di conoscere l’evoluzione della frana e le cause. È molto estesa, ho bisogno di puntuali evidenze scientifiche e tecniche per tutelare la mia comunità. Per me questa è un’esperienza devastante, la peggiore che abbia mai vissuto. E grazie al cielo non ci sono state vittime”.

Tra le prime opere da fare, dichiara il sindaco Massimiliano Conti “la messa in sicurezza del territorio e la preservazione del Belvedere che ha 250 anni. L’ho detto anche al presidente Schifani: non può essere demolito perché è identitario della nostra storia”. Per quanto riguarda gli sfollati, “intanto c’è il contributo immediato che stiamo attivando. Poi si dovrà pensare al recupero delle abitazioni”.

E per chi le ha perse “cerchiamo di dare una risposta urgente a chi non ha seconde case. E poi sono al vaglio alcune ipotesi, fra cui quella della ricollocazione in una nuova area”. Su quante persone dovranno lasciare le loro case, “dipenderà dall’estensione della zona rossa che sarà definita sulla base dei dati che ci forniranno i tecnici – spiega il primo cittadino -. Se la fissiamo a 100 metri dal ciglio della frana sono circa mille. Spero naturalmente che sia una cifra inferiore”.

Ed in merito alla proposta di spostare parte dei fondi destinati al Ponte sullo Stretto su Niscemi, commenta: “È una domanda da fare al governo, io mi occupo di assistenza primaria alla popolazione colpita. L’ho fatto fin dal primo giorno, da quando sono andato subito lì e ho visto cadere una casa. Ho chiamato i proprietari con il cuore in gola, per fortuna erano fuori. L’evacuazione l’ho iniziata io personalmente durante la frana”.

“Il disastro – prosegue il sindaco Massimiliano Conti – cambierà la vita della nostra città che andrà ripensata con molta lungimiranza e con date certe, come ci ha chiesto la Meloni quando è venuta qui senza alcun preavviso”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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