Dentro le Olimpiadi, tre medici agrigentini raccontano la loro esperienza
Federica Carità, Alice Mirasola e Paolo Sgarito raccontano le loro esperienze ai Giochi olimpici invernali definendole “diverse dalla pratica clinica quotidiana”.
Federica Carità, fisiatra, è rientrata da Bormio dopo due settimane di servizio al Policlinico Olimpico, racconta un’esperienza intensa e altamente formativa: “È stato un privilegio lavorare in un contesto così complesso. Mi sono occupata della preparazione atletica e della gestione degli infortuni degli atleti dello sci alpino ma anche dell’assistenza a tutta la famiglia olimpica. È un ambiente completamente diverso dalla pratica clinica quotidiana: qui servono risposte immediate, ad altissime prestazioni” e sottolinea anche il valore del lavoro di squadra: “Ho trovato un team multidisciplinare straordinario. La macchina sanitaria che sostiene i Giochi deve funzionare alla perfezione e sentirsi parte di questo ingranaggio è stato emozionante».
Paolo Sgarito, medico del 118 ed elisoccorso rientrerà presto ai turni ospedalieri avendo partecipato utilizzando giorni di ferie personali: “Il mio – racconta – è stato un impegno volontario che ripaga tantissimo dal punto di vista umano e professionale”. In servizio sulle piste, tra migliaia di spettatori, ha prestato assistenza a persone del pubblico: “Per fortuna nulla di grave, ma l’atmosfera è molto intensa e le disavventure possono capitare. Ho scelto di partecipare perché mi piace mettermi alla prova e crescere. Qui sto confrontando la mia esperienza con quella dei colleghi del Trentino, ed è un arricchimento enorme”.
Alice Mirasola, medico anestesista e rianimatore, invece, è arrivata da poco a Livigno dopo un percorso di selezione lungo e articolato, iniziato quasi un anno fa con un concorso indetto dall’ospedale Niguarda di Milano. “È veramente un grande onore essere qui – spiega – Il concorso richiedeva competenze in Traumatologia, Medicina dello sport, Emergenza‑urgenza e anche capacità tecniche sugli sci. Dopo la selezione a titoli ho sostenuto prove pratiche di sci, perché il soccorso a bordo pista richiede abilità specifiche”. Grazie a una convenzione tra l’ASP di Agrigento e il Niguarda, Mirasola seguirà gli atleti del freestyle e dello snowboard, discipline spettacolari ma ad alto rischio: «Sono emozionata e orgogliosa. Lavoro a questo obiettivo da un anno e non vedo l’ora di dare il mio contributo».
A esprimere orgoglio e soddisfazione per i tre medici agrigentini è Santo Pitruzzella, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Agrigento: “Il nostro Ordine – afferma il Presidente – è orgoglioso di avere tre dei propri iscritti impegnati nelle equipe sanitarie dei Giochi Olimpici Milano‑Cortina. I colleghi stanno portando alto il nome della nostra provincia distinguendosi per professionalità e dedizione. È motivo di grande soddisfazione per tutta la nostra classe medica che continua a esprimere eccellenze riconosciute anche in contesti internazionali. Questo è un esempio concreto di competenza, impegno e spirito di servizio”.




