Agrigento

Giornata mondiale dell’autismo: tante promesse, ma i problemi restano soprattutto per gli adulti

Gli adulti nello spettro autistico diventano invisibili, le famiglie chiedono: "diritti e non favori"

Pubblicato 2 ore fa

Ogni anno, in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, istituzioni, associazioni e cittadini accendono i riflettori su una realtà che riguarda migliaia di famiglie. Si moltiplicano convegni, campagne di sensibilizzazione e dichiarazioni di impegno. Eppure, al di là delle parole, molte criticità restano irrisolte in particolare per una fascia spesso dimenticata: quella degli adulti nello spettro autistico.

“Mio figlio Ruben ha quasi ventiquattro anni, non è più il bambino della diagnosi precoce, non è più il “caso clinico” su cui investire per il futuro. Quel futuro è arrivato, è qui, ha il volto di un uomo, eppure per lo Stato sembra che Ruben abbia smesso di esistere nel momento in cui ha varcato la soglia dell’età adulta. Quei bambini una vota cresciuti diventano invisibili”; scrive in una lettera Angela Rancatore mamma di Ruben, l’ennesimo sfogo di un genitore che chiede “diritti, non favori. Chiediamo strutture che accompagnino i nostri figli verso l’autonomia, centri che coltivino le loro abilità, una rete che non ci faccia tremare al pensiero del “dopo di noi”. ​Il tempo per Ruben scorre veloce. Ogni giorno di silenzio delle istituzioni è un furto alla sua vita e alla nostra speranza. Spegnete le luci blu e accendete i servizi”, sottolinea Angela. “Date a questi uomini e a queste donne la possibilità di vivere, e non solo di sopravvivere, in un mondo che sembra averli dimenticati. Non lasciateci soli nel buio, dopo che le luci della festa si saranno spente”.

“Non c’è nessuna consapevolezza sull’ autismo se l’ autismo resta solo con l’ autismo. Trovo inutili e dannosi i progetti riservati solo alle persone autistiche. L’autismo non ha bisogno di essere isolato per essere compreso. Ha bisogno di essere visto, ascoltato, vissuto insieme. Se l’autismo resta chiuso solo tra persone autistiche, la consapevolezza non cresce: si ferma. E quando si ferma, lascia spazio a stereotipi, distanza e incomprensione”, scrive Maria Grazia Gullo, mamma di Filippo e presidente dell’Associazione Ama Filippo. “Noi scegliamo di aprire, di mescolare, di costruire ponti invece di muri. L’inclusione vera non è creare spazi separati. È condividere gli stessi spazi, con rispetto, curiosità e volontà di capirsi. Non vogliamo essere “a parte”. Vogliamo essere parte. Perché la consapevolezza nasce dall’incontro, non dalla separazione. Apriamoci. Sempre. Non lavoriamo per età. Non dividiamo per disabilità. Non classifichiamo per livelli. Per noi esistono persone. Persone con storie diverse, tempi diversi, modi diversi di comunicare e di stare al mondo. E ognuna merita lo stesso punto di partenza: dignità”.

Questa giornata non dovrebbe essere solo un momento simbolico, ma un’occasione per ascoltare davvero le famiglie e le persone autistiche, riconoscendo i loro bisogni e costruendo risposte adeguate. Perché la vera inclusione non si misura nelle parole, ma nella qualità della vita quotidiana.

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