Quasi 5 mesi agli arresti prima di essere assolto, no al risarcimento per ex funzionario del fisco
Cumbo era stato arrestato il 10 dicembre 2015, trascorrendo quattro giorni in carcere e 144 ai domiciliari, prima di essere scagionato "perche' il fatto non sussiste"
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione avanzata da Giuseppe Cumbo, 74 anni, ex funzionario dell’Agenzia delle Entrate, assolto dalle accuse di corruzione e truffa nell’inchiesta “Duty free”.
Cumbo era stato arrestato il 10 dicembre 2015, trascorrendo quattro giorni in carcere e 144 ai domiciliari, prima di essere scagionato “perche’ il fatto non sussiste”. La corte d’appello di Palermo aveva gia’ negato la riparazione economica, ritenendo che il suo comportamento, pur non costituendo reato, fosse stato “gravemente inopportuno”.
Secondo la Cassazione, gli atteggiamenti dell’ex funzionario – incontri informali con un consulente fiscale e toni confidenziali su questioni d’ufficio – avevano alimentato “l’apparenza di una situazione di illegalita’”, inducendo in errore gli inquirenti e giustificando la misura cautelare. I giudici hanno riconosciuto che, per la parte relativa alla truffa, erano state utilizzate intercettazioni poi dichiarate inutilizzabili, ma cio’ non ha modificato l’esito del procedimento, poiche’ la detenzione era stata disposta anche per l’ipotesi di corruzione legata alla presunta consegna di ricevute fiscali false per ottenere un rimborso. La decisione della cassazione rende definitiva la chiusura del caso.






