Editoria, arte e riflessione spirituale, l’Arcidiocesi di Agrigento rende omaggio a Papa Francesco
Martedì 21 aprile 2026, alle ore 17:30, al MUDIA si terrà la presentazione del volume “Francesco Magno. Un Pontificato Sine Glossa” di Francesco Rizzo
L’Arcidiocesi di Agrigento, mediante i suoi Istituti, Museo, Archivio, Biblioteca Diocesana (MAB) e Settimanale Diocesano L’Amico del Popolo, rende omaggio a Papa Francesco nel primo anniversario della sua scomparsa, con un evento che intreccia editoria, arte e riflessione spirituale.
Martedì 21 aprile 2026, alle ore 17:30, al Museo Diocesano di Agrigento (MUDIA), si terrà la presentazione del volume “Francesco Magno. Un Pontificato Sine Glossa” di Francesco Rizzo, pubblicato dalle case editrici LiberArtis e StuporArt. L’opera propone una riflessione intensa e diretta sul magistero di Papa Francesco, analizzandone l’eredità spirituale e storica in una data fortemente simbolica, anche in preparazione alla Visita di Papa Leone XIV a Lampedusa.
La presentazione sarà aperta dai saluti di Domenica Brancato, Direttrice del MUDIA; Don Giuseppe Lentini, Direttore dell’Archivio Storico Diocesano (ASDA) e da Antonio Ferrao della C.E.O. StuporArt. A seguire, un momento di dialogo approfondito con l’autore vedrà la partecipazione del Prof. Alfonso Cacciatore, Direttore della Biblioteca del Seminario e di Don Stefano Nastasi, Rettore del Seminario. Le conclusioni saranno affidate a Don Giuseppe Pontillo, Direttore BB.CC.EE.
L’evento si aprirà con l’inaugurazione di una mostra dedicata al volume. L’esposizione, allestita all’interno del percorso museale, permetterà di ammirare le fotografie di Massimo Palamenghi contenute nel libro e l’opera originale “Boe” dell’artista Giorgio Kiaris scelta dall’autore come copertina del suo libro. L’opera di Giorgio Kiaris, tratta dal ciclo pittorico “A-Mare” e rievoca il Mar Mediterraneo, un tempo culla di civiltà, oggi purtroppo divenuto un tragico teatro di speranza e di morte in cui le acque accolgono senza alcuna distinzione chi cerca salvezza e chi vi trova la fine del proprio viaggio. In tale dramma, le boe galleggianti assumono un potente significato spirituale: non sono unicamente segni di orientamento fisico, ma si ergono a simboli di approdo, di attesa e di salvezza.
Per l’inaugurazione del 21 aprile l’ingresso sarà libero. La mostra rimarrà fruibile ai visitatori fino al 26 aprile, seguendo i regolamenti e le modalità di accesso previsti dal MUDIA.

