Comune, si continua a lavorare per la nuova Giunta: il 26 giugno prima seduta d’Aula
Due i posti che si libererebbero in seguito alla decisione degli assessori di scegliere lo scranno in Consiglio comunale: "no" alle richieste degli alleati
Dovrebbe giurare tra oggi e domani la nuova giunta del sindaco di Agrigento Michele Sodano. Il condizionale è d’obbligo perché nessuno ha questa certezza, nemmeno i futuri assessori. Nel corso del fine settimana, il primo cittadino ha avviato una serie di confronti politici, incontrando dapprima il Partito Democratico e successivamente l’intera coalizione. I Dem avrebbero avanzato alcune richieste, tra cui la nomina di un terzo assessore da affiancare a Giuseppe Riccobene ed Eleonora Sciortino, incassando tuttavia un cortese rifiuto da parte del primo cittadino. La futura squadra di governo presenterà quindi alcune variazioni rispetto a quella prospettata durante la campagna elettorale: Sodano avrebbe inoltre sollecitato il Movimento 5 Stelle a indicare un profilo alternativo a quello di Filippo Bracco e parallelamente, si è aperta un’attesa legata ai consiglieri-assessori della lista Controcorrente, chiamati a sciogliere la riserva su quale carica mantenere, dato il patto pre-elettorale che vieta il doppio incarico.
A questo proposito, il vicesindaco Giovanni Crosta pare opterà per le dimissioni da consigliere, una scelta che spianerebbe la strada per l’ingresso nell’aula “Sollano” a Irene Fucà, prima dei non eletti in Controcorrente (ma in quota Alternativa verdi sinistra) e appunto assessore designato. Parrebbe che quest’ultima – ma si tratta di rumors – manterrà lo scranno consiliare e non il ruolo nella giunta, una decisione simile a quella che starebbe valutando Elvira Mangione, candidata naturale a guidare il gruppo consiliare. Di conseguenza, qualora si liberassero due posti nell’esecutivo, il sindaco punterebbe a coinvolgere figure esterne, attingendo dal mondo dei liberi professionisti o della società civile. Per la delega al Bilancio, ad esempio, Sodano sta valutando il profilo di Giorgio Bongiorno, giovane esperto contabile ed ex esponente dei Giovani Democratici, che nell’ultima campagna elettorale ha sostenuto attivamente il sindaco tra le fila del partito Liberaldemocratico.
Nel frattempo, all’interno dell’aula “Sollano” i giochi per gli equilibri interni devono ancora entrare nel vivo. Restano infatti da definire i ruoli del presidente del Consiglio, dei due vicepresidenti e dei responsabili delle commissioni consiliari. Si tratta di una trattativa che si consumerà principalmente dentro la coalizione di centrodestra, la quale vanta la maggioranza numerica forte di 16 consiglieri su 24 (riferiti alla coalizione a sostegno di Dino Alonge, a cui si sommano teoricamente i 4 rappresentanti di Lega e Dc, pronti comunque a muoversi in autonomia). Questa superiorità numerica rischia però di essere indebolita dalle medesime divisioni interne che hanno decretato la sconfitta elettorale. Per la massima carica del Consiglio l’aspirante principale è Fratelli d’Italia, prima lista per consensi, che schiera in prima linea per la presidenza Simone Gramaglia e Pasquale Spataro. Per quanto riguarda le due vicepresidenze, una spetterebbe a Forza Italia, mentre l’altra, per prassi, verrebbe assegnata alle forze di minoranza, ma in questo quadro è difficile immaginare che il Mpa si lasci mettere “di lato”.
Insomma, manca poco e la politica cittadina, con i suoi (pochi) alti e (molti) bassi è pronta a tornare.


