Sant'Angelo Muxaro

Sant’Angelo Muxaro, intitolata una via al capitano dei carabinieri Salvatore Buscaglia

Nel Comune di Sant’Angelo Muxaro è stata intitolata una via cittadina al Capitano dei Carabinieri Salvatore Buscaglia

Pubblicato 3 ore fa

Ieri, 5 maggio 2026, nel Comune di Sant’Angelo Muxaro è stata intitolata una via cittadina al Capitano dei Carabinieri Salvatore Buscaglia, rappresentante emerito di quella comunità. 

Per la circostanza, alle ore 11.00 presso il Palazzo municipale, il Sindaco Angelo Tirrito e il Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Leto hanno tratteggiato il profilo umano e professionale dell’illustre concittadino, arricchito dai contributi storici del nipote professore Angelo Buscaglia, dello scrittore e avvocato Diego Guadagnino e del Cavaliere di Gran Croce Gaetano Allotta, nonché dall’intervento del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Agrigento, Col. Nicola De Tullio, che ha evidenziato come l’odierna cerimonia di intitolazione di una via ad un illustre Ufficiale dell’Arma confermi la stretta condivisione dei valori tipici della Benemerita con quelli espressi dalla comunità santangelese. 

Il Capitano Salvatore Buscaglia nasce a Sant’Angelo Muxaro il 21 aprile 1914 e consegue, a pieni voti, la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Palermo. Da Capitano dei Carabinieri prende parte al secondo conflitto mondiale e aderisce, dopo l’8 settembre 1943, alle brigate partigiane, distinguendosi per coraggio e sprezzo del pericolo. Fonda in Agrigento la Sezione Provinciale dell’Associazione dei Carabinieri in congedo e ne diventa presidente provinciale. Dopo alcune esperienze da dirigente amministrativo e direttore di prestigiosi enti locali, ricopre in seguito, per quasi un decennio, importanti cariche politiche a livello comunale. L’Ufficiale dell’Arma muore, a soli 50 anni, in Busto Arsizio (Va) il 29 maggio 1964. 

Successivamente, familiari, Autorità, ospiti e comuni cittadini si sono spostati presso il luogo della cerimonia, ove si è tenuta l’intitolazione alla presenza di un picchetto d’onore. La deposizione di una corona di alloro e le note del “silenzio”, scandite dal trombettiere dell’Arma dei Carabinieri, hanno conferito ulteriore solennità al momento di raccoglimento, impreziosito dalla benedizione della targa toponomastica impartita dal locale parroco, don Giovanni Fregapane.

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