Sindaci Agrigentini in Commissione ambiente, La Vardera: “Fuori i privati dalla gestione acqua”
L’appello del sindaco Sodano: “Questa gestione sta creando un danno a tutto il tessuto economico agrigentino.
Dopo la richiesta di audizione da parte del deputato regionale e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, oggi i Sindaci della Provincia di Agrigento hanno varcato le porte della commissione ambiente per parlare del tema dell’acqua, di Aica e Siciliacque. Oltre due ore di incontro. I primi cittadini, hanno ascoltato l’Assessore regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità Francesco Colianni. Numerosi gli interventi e le domande poste nei confronti di Siciliacque – Italgas. Poche le risposte.
“Siamo davanti ad un paradosso surreale: invasi pieni, acqua copiosa grazie alle piogge di quest’inverno, e rubinetti vuoti. Come mai? Chi ha interesse che questa crisi diventi emergenza permanente? Perchè Schifani sta in silenzio?”, dice in una nota La Vardera. “La politica nel 2004 ha deciso di svendere ai privati il bene più prezioso, l’acqua, dando in concessione i pozzi di tutta la Sicilia. Ho chiesto con ordine del giorno, incredibilmente firmato anche da onorevoli dalla maggioranza, Pace e La Rocca Ruvolo che il presidente della Regione avviasse la procedura di revoca. L’articolo 30 della convenzione lo prevede. Come mai nessun presidente della regione ha avuto il coraggio di applicare la norma e di battere i pugni? È un business milionario. So perfettamente di stare mettendo mano ad interessi devastanti, ma anche questa volta non mi girerò dall’altra parte, avviando una strategia per il diritto fondamentale per eccellenza che coinvolgerà la Sicilia e i siciliani”, continua il deputato di Controcorrente.
Presente anche Aica rimasta in Commissione fino alla fine. “Ci ha detto di trovarsi sotto ricatto da parte di Siciliacque. Una situazione paradossale che mette la gestione del pubblico sotto scacco, per delle logiche economiche, il tutto davanti ad una crisi idrica che pagano i siciliani. Questo non fa altro che dimostrare che l’acqua non ha e non può avere alcun colore politico. Siciliacque ha chiaramente fallito nella gestione che va avanti ormai dal 2004. Dobbiamo ragionare sulle alternative perché sull’acqua non si gioca. Significa giocare sulla pelle dei siciliani”, conclude La Vardera.
Presente in Commissione anche Margherita La Rocca Ruvolo, sindaco di Montevago e deputato regionale all’Ars in quota Forza Italia che dichiara: “È stata ribadita con forza l’urgenza di far arrivare l’acqua nelle case delle famiglie agrigentine. Nel mio intervento ho proposto che la Regione Siciliana, socio di minoranza che continua a rimpinguare le casse del socio di maggioranza con soldi a fondo perduto, rilevi il 75% della società. E’ stato proposto anche un tavolo permanente per dare un nuovo corso alla gestione pubblica dell’acqua nella nostra Regione”.
All’incontro ha partecipato il sindaco di Agrigento Michele Sodano che, a pochi giorni dal suo insediamento, ha subito dovuto gestire l’emergenza acqua e rifiuti per la comunità. “Siamo a un passo da una crisi irrecuperabile, dice il primo cittadino. “L’attuale gestione crea un danno a tutto il tessuto economico agrigentino. E non possiamo neanche chiamarla ‘emergenza’ perché questo problema dell’acqua è un appuntamento che arriva ogni estate e che deve fermarsi. Siciliacque è, e si comporta, come un’azienda privata, pensando al dividendo e al profitto. Qui non ci può essere libero mercato, perché l’acqua è un bene primario e tale deve rimanere. È impensabile che i pozzi siciliani vengano dati in mano alle multinazionali, per questa ragione è necessario che tornino nella disponibilità di tutta la collettività”.


