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Dissalatori, Cocina: “Infrastrutture strategiche che consentono di conservare le riserve disponibili”

Sulla situazione della crisi idrica è intervenuto il capo della protezione civile della Regione Sicilia, Salvo Cocina

Pubblicato 1 giorno fa

Si continua a parlare di crisi idrica in Sicilia. Le piogge sono stati abbondanti nei mesi invernale e gli invasi si dice essere pieni. Ma i cittadini continuano a lamentare la carenza di acqua nelle loro abitazioni. Sulla situazione è intervenuto con una lunga riflessione il capo della protezione civile della Regione Siciliana, Salvo Cocina. “Non è corretto affermare che gli invasi siano “pieni”. La situazione è molto diversa da invaso a invaso e il livello di riempimento, pur migliorato rispetto allo scorso anno, non consente di considerare superata la vulnerabilità del sistema idrico regionale. Sarebbe un errore considerare tutta l’acqua oggi accumulata come immediatamente disponibile per il consumo. Gli invasi non devono essere gestiti con l’obiettivo di arrivare ogni anno a fine stagione quasi vuoti, confidando nelle piogge dell’anno successivo. Una parte significativa delle riserve deve essere considerata una scorta strategica da conservare per garantire l’approvvigionamento anche in presenza di uno, due o persino tre anni consecutivi caratterizzati da precipitazioni inferiori alla media. Così come nessuno svuoterebbe completamente un serbatoio destinato alle emergenze, allo stesso modo gli invasi devono mantenere livelli di riempimento tali da assicurare una reale sicurezza idrica nel medio periodo”, dichiara Cocina che sottolinea la funzione dei tre dissalatori attivi a Gela, Porto Empedocle e Trapani. “I dissalatori non devono essere considerati esclusivamente come una risposta all’emergenza, ma come infrastrutture strategiche permanenti che consentono di conservare le riserve disponibili, ricostituire le falde, affrontare con maggiore serenità eventuali annate siccitose e garantire una gestione più prudente, sostenibile e lungimirante della risorsa idrica regionale come “riserva strategica pluriennale “,dice Cocina che continua: “L’obiettivo dell’uso dei dissalatori è duplice: da un lato conservare le riserve degli invasi, garantendo disponibilità sufficienti anche in caso di uno o più anni con precipitazioni inferiori alla media; dall’altro consentire il progressivo recupero delle falde acquifere, che negli ultimi anni sono state sottoposte a uno sfruttamento particolarmente intenso e che oggi necessitano di essere ricostituite.”

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