Giustizia, il magistrato Massimo Russo ricorre al Tar per nomina a procuratore aggiunto
L'oggetto della controversia è la delibera del Plenum del CSM con cui Carlo Marzella è stato nominato Procuratore Aggiunto di Palermo
La sezione prima del TAR del Lazio si pronuncerà sul ricorso proposto dal magistrato Massimo Giovanni Vito Russo contro il Consiglio Superiore della Magistratura e il Ministero della Giustizia. L’oggetto della controversia è la delibera del Plenum del CSM del 22 aprile 2026, con cui Carlo Marzella è stato nominato Procuratore Aggiunto presso il Tribunale di Palermo. Il ricorso, patrocinato dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, contesta la legittimità delle valutazioni comparative e dell’istruttoria che hanno determinato la scelta del CSM. La procedura selettiva, avviata con bando nel luglio 2025, si fonda sui complessi criteri dettati dal Testo Unico sulla Dirigenza Giudiziaria. In base a quanto ricostruito dagli atti, lo stesso CSM ha inizialmente rilevato la prevalenza di Russo in merito all’indicatore attitudinale principale, tenuto conto dell’esperienza direttiva e organizzativa maturata fuori ruolo come Vice Capo del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria (DOG) e, successivamente, come Procuratore Facente Funzioni al Tribunale per i Minorenni di Palermo.
Per giungere alla nomina del controinteressato, il Plenum ha tuttavia applicato la clausola di deroga legata al contrasto della criminalità organizzata in aree ad alta densità mafiosa, valorizzando i più recenti risultati investigativi conseguiti dal Dott. Marzella nell’ambito del “gruppo Trapani” della DDA (con particolare riferimento alle indagini sulla latitanza di Matteo Messina Denaro). La difesa del ricorrente ha censurato gli atti del CSM sostenendo che l’organo di autogoverno della magistratura avesse operato una svalutazione impropria delle esperienze pregresse e denunciando un’illogicità nella motivazione. In particolare, con il ricorso è stato rilevato che l’attività di Massimo Russo nel contrasto a Cosa Nostra si è estesa in via continuativa dal 1991 (inizialmente alla Procura di Marsala sotto la direzione di Paolo Borsellino, poi alla DDA di Palermo fino al 2007), per un totale di circa sedici anni. In particolare, con il ricorso è stato sostenuto che i filoni d’indagine sui vertici della mafia trapanese valorizzati dal CSM per Marzella erano stati originariamente avviati proprio da Russo, il quale ottenne la prima condanna all’ergastolo per le stragi del 1993 a carico di Matteo Messina Denaro. Il 15 luglio 2026, il TAR Lazio si pronuncerà sulla domanda cautelare proposta da Massimo Russo.


