Agrigento
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“Appalti e mazzette”, la Procura vuole Di Mauro a processo: 32 indagati (TUTTI I NOMI)

La Procura chiude la maxi inchiesta e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio del deputato regionale ma anche di imprenditori, dirigenti e funzionari pubblici. Nel “mirino” anche l’appalto sulla rete idrica di Agrigento

Pubblicato 1 ora fa

La Procura di Agrigento chiude le indagini sulla maxi inchiesta “appalti e mazzette”, che ipotizza un giro un vasto sistema di corruzione per pilotare gli appalti pubblici in favore di determinate imprese e ditte, e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio nei confronti di 32 indagati. Tra loro c’è anche il deputato ed ex assessore regionale all’Energia, Roberto Di Mauro. All’onorevole viene contestato il reato più grave: associazione a delinquere con ruolo di promotore. Per il pool di magistrati guidato dal procuratore capo Giovanni Di Leo, affiancato dai pm Annalisa Failla e Gaspare Bentivegna, Di Mauro sarebbe il vertice di un sistema in grado di “orientare” i lavori pubblici sul territorio. La “madre” di tutti gli appalti è quello relativo al rifacimento della rete idrica di Agrigento. Si tratta di una prima tranche di lavori per un importo di 37 milioni di euro con Aica, l’azienda idrica dei comuni agrigentini, che risulta essere la stazione appaltante. Il reato di associazione a delinquere viene contestato anche al superburocrate Sebastiano Alesci, ex dirigente del Comune di Licata, nonché all’ex consigliere provinciale Luigi Sutera Sardo e all’ex dirigente del Comune di Ravanusa, Vittorio Giarratana. 

I NOMI DEGLI INDAGATI 

Sebastiano Alesci, 68 anni, di Licata; Antonino Belpasso, 38 anni, di Catania; Rosaria Bentivegna, 68 anni, di Catania; Giuseppe Capizzi, 38 anni, di Bronte; Dino Caramazza, 44 anni, di Favara; Federica Caramazza, 37 anni, di Favara; Antonino Catania, 58 anni, di Matino; Raffaele De Sio, 47 anni, di Salerno; Roberto Di Mauro, 70 anni, di Agrigento; Maurizio Falzone, 64 anni, di Licata; Vittorio Giarratana, 53 anni, di Ravanusa; Filippo Interlicchia, 58 anni, di Catania; Francesca Irene Laterra, 54 anni, di Ragusa; Lorenzo Leanza, 51 anni, di Piazza Armerina; Giovanni Mangiapane, 38 anni, di Bagheria; Carmela Moscato, 67 anni, di Favara; Maria Parisi, 72 anni, di Favara; Antonino Putrino, 27 anni, di Bronte; Stefano Salemi, 49 anni, di Favara; Maria Sitibondo, 43 anni, di Licata; Luigi Sutera Sardo, 60 anni, di Favara; Giuditta Turco, 61 anni, di Battipaglia; Alessandro Vetro, 46 anni, di Favara. Sotto inchiesta finiscono anche le società: Be.i.Co srl di Catania; Consorzio Stabile Della di Maletto; Edilroad srl di Favara; Essequattro costruzioni di Favara; Gen.Costruzioni di Maletto; Nuova Faise srl di Galatone; Omnitech srl di Modugno; S.M srl di Favara. 

L’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE

Il reato di associazione a delinquere viene contestato a quattro indagati: Roberto Di Mauro, Sebastiano Alesci, Luigi Sutera Sardo e Vittorio Giarratana. I primi due, secondo l’ipotesi della Procura di Agrigento, sarebbero i promotori ed organizzatori del “sistema”. L’accusa è pesantissima: “Avrebbero fatto parte di un’associazione a delinquere finalizzata ai delitti contro la Pubblica Amministrazione (turbata libertà degli incanti, corruzione, concussione, indebita induzione, rivelazione di segreti d’ufficio) nell’ambito di procedure e finanziamenti riconducibili alla Regione Siciliana ed assessorati regionali ed Enti territoriale, alterando le procedure di gara, orientando la redazione e la modifica di atti amministrativi, imponendo o pilotando le nomina in uffici tecnici ed enti pubblici al fine, nonché esercitando pressioni su funzionari e amministratori pubblici, al fine di assicurare l’aggiudicazione di lavori, servizi e forniture ad imprese riconducibili agli associati o a soggetti da questi indicati, altresì condizionando gli esiti elettorali del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, mediante il pilotaggio di voto degli aventi diritto, così da garantire l’elezioni di soggetti ritenuti funzionali agli interessi del sodalizio e consolidare il controllo sulle successiva attività amministrative dell’Ente.”

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