I clan di Villaseta e Porto Empedocle, 15 condanne
Il giudice ha inflitto oltre 150 anni di carcere. Condannati tutti gli imputati coinvolti nel blitz sui clan di Villaseta e Porto Empedocle
Tutti condannati. Il giudice Nicoletta Frasca ha inflitto oltre 150 anni di reclusione ai 15 imputati coinvolti nell’ultimo blitz dei carabinieri contro le cosche di Villaseta e Porto Empedocle e su un vasto traffico di stupefacenti. Si chiude così il primo capitolo giudiziario di uno dei filoni della maxi inchiesta antimafia che – nel giro di un anno – ha smantellato due cosche storiche del panorama criminale agrigentino. Questa “costola” riguarda il blitz che la scorsa estate fece scattare il fermo di 14 persone. Armi, droga, estorsioni e anche attentati intimidatori a colpi di kalašnikov. Le condanne più pesanti sono state inflitte ai presunti capi dei due gruppi: 20 anni di reclusione a testa per James Burgio (detenuto al 41bis) e Salvatore Prestia, ritenuti al vertice del clan di Porto Empedocle; 20 anni di reclusione a Gaetano Licata e 17 anni e 2 mesi a Pietro Capraro che per gli inquirenti sono rispettivamente vice e capo della cosca di Villaseta.
TUTTE LE CONDANNE
James Burgio, 33 anni, di Porto Empedocle (20 anni di reclusione); Pietro Capraro, 40 anni, di Agrigento (17 anni e 2 mesi di reclusione); Salvatore Carlino, 35 anni, di Canicattì( 2 anni e 4 mesi); Antonio Crapa, 54 anni, di Favara (8 anni e 8 mesi); Stefano Fragapane, 33 anni, di Agrigento (12 anni di reclusione); Vincenzo Iacono, 48 anni, di Porto Empedocle (12 anni e 10 mesi di reclusione); Gaetano Licata, 42 anni, di Agrigento (20 anni di reclusione); Salvatore Lombardo, 37 anni, di Favara (18 anni e 8 mesi di reclusione); Agostino Marrali, 29 anni, di Porto Empedocle (6 anni di reclusione); Salvatore Prestia, 45 anni, di Porto Empedocle (20 anni di reclusione); Simone Sciortino, 23 anni, di Agrigento (15 anni e 8 mesi di reclusione); Cristian Terrana, 32 anni, di Agrigento (11 anni e 4 mesi di reclusione); Alessandro Trupia, 37 anni, di Agrigento (9 anni e 4 mesi di reclusione); Andrea Sottile, 27 anni, di Agrigento (3 anni di reclusione); Antonio Guida,19 anni, di Agrigento (3 anni di reclusione). Le posizioni di altri due imputati seguiranno strade diverse: Danilo Barbaro, 40 anni, di Agrigento, ha patteggiato la pena mentre Calogero Segretario, 30 anni, di Agrigento, verrà giudicato separatamente.
LE ACCUSE
Le accuse sono associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione, detenzione illegale di armi. L’inchiesta fece luce anche su due attentati a colpi di kalašnikovavvenuti ai danni di un negozio di frutta ad Agrigento (15 dicembre 2024) e di un panificio a Porto Empedocle (18 giugno 2025). L’inchiesta ipotizza l’esistenza di due gruppi – uno a Villaseta e uno a Porto Empedocle –in grado di dettare le regole nel traffico di stupefacenti. Ai vertici dei due clan – e per questo è contestata l’aggravante di essere promotori – ci sarebbero stati Pietro Capraro e Gaetano Licata, sul versante di Villaseta, e James Burgio e Salvatore Prestia per gli empedoclini. L’inchiesta – che si colloca nel tempo alla fine del 2024 – fotografa prima le tensioni tra i clan di Villaseta e Porto Empedocle e, in seguito, una pace raggiunta con la costituzione di un vero e proprio cartello. L’accordo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, prevedeva la spartizione delle piazze di spaccio (Agrigento e Porto Empedocle) con lo stupefacente acquistato dalle due consorterie a seconda del territorio di competenza. Nel collegio difensivo gli avvocati Salvatore Cusumano, Teres’Alba Raguccia, Salvatore Pennica, Carmelita Danile, Annalisa Russello, Giuseppe Barba, Calogero Vetro, Amanta Carlino, Davide Casà, Rosario Fiore, Giuseppe Caltanissetta, Salvatore Butera, Giacomo Cortese.




