Brandiva un kalashnikov durante una corsa clandestina di cavalli, arrestato
Una corsa clandestina di cavalli scortata da soggetti travisati ed armati che, a bordo di motoveicoli, accompagnando la competizione illecita, urlavano, suonavano i clacson e sparavano all’impazzata
La polizia di Stato di Catania ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del capoluogo etneo nei confronti di un uomo ritenuto gravemente indiziato di porto abusivo di arma da guerra, aggravato dall’aver agito per agevolare il clan mafioso Cappello-Bonaccorsi. Il provvedimento, disposto dalla Procura distrettuale della Repubblica guidata da Francesco Curcio, è scaturito dalle indagini sui fatti dell’8 maggio scorso a Palagonia, in provincia di Catania, quando all’alba si era svolta una corsa clandestina di cavalli scortata da un gruppo di persone travisate e armate, a bordo di scooter, che sparavano in aria tra grida e clacson.
Le immagini dell’episodio, riprese dagli stessi spettatori della corsa, erano finite sui media locali e nazionali diventando virali sui social network. Dall’analisi dei video, la Squadra Mobile ha identificato nell’indagato l’uomo che durante la competizione imbracciava un kalashnikov. Il giovane, legato a un gruppo criminale attivo nel quartiere San Giovanni Galermo e vicino al clan Cappello-Bonaccorsi, è stato trovato dagli agenti, nel corso di una perquisizione, in possesso degli abiti indossati durante l’evento e dello scooter utilizzato per parteciparvi. Nell’ordinanza compaiono anche altri soggetti che, pur non essendo raggiunti da misura cautelare, sono accusati come fantini di aver partecipato alla competizione clandestina tra animali. Erano già stati identificati e denunciati nei giorni successivi dalla Squadra a cavallo della Questura, durante un controllo nei luoghi dove erano stallati i cavalli sequestrati.




