La chiusura della galleria Belvedere inibisce l’accesso alla farmacia, Pace: “viene meno un servizio essenziale”
Sulla vicenda, interviene Maurizio Pace, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Agrigento
La chiusura della galleria Belvedere rende inaccessibile agli utenti la farmacia di contrada Ferraro. Sulla vicenda, interviene Maurizio Pace, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Agrigento, sostenendo come “non si sarebbe dovuti arrivare a rendere inaccessibile un presidio territoriale sanitario, che serve un’utenza di oltre 3mila abitanti, trovando opportune soluzioni prima dell’avvio dei lavori – afferma – come, ad esempio la realizzazione seppur temporanea di un ponte in ferro per consentire l’attraversamento in sicurezza dei cittadini. Adesso, pare che l’Amministrazione comunale stia predisponendo una rotatoria all’altezza della farmacia e ci auguriamo preveda anche l’installazione di un impianto semaforico per permettere l’attraversamento pedonale della strada e raggiungere, in tal modo, la farmacia”.
Farmacia, attenzione, che non è deputata a dispensare soltanto farmaci. “La farmacia – prosegue il presidente Pace – partecipa ai percorsi di prevenzione e monitoraggio, di screening oncologici, di educazione sanitaria e telemedicina. Ci si rivolge alla farmacia anche per la prenotazione di visite specialistiche e indagini diagnostiche senza considerare che fa da supporto all’aderenza terapeutica e alla presa in carico dei bisogni sanitari, base fondamentale del ruolo di una struttura sanitaria convenzionata”.
E, la farmacia Ferraro, serve una popolazione di oltre 3mila residenti. “Si tratta di persone che, dall’oggi al domani, incontrano serie difficoltà a usufruire dei servizi erogati dalla farmacia – sottolinea Maurizio Pace – Tra queste, ci sono cittadini anziani, persone con patologie, tra le quali anche bambini e soggetti fragili. La difficoltà di accedere ai servizi erogati, sembra riportare contrada Ferraro a 15 anni addietro, ovvero al periodo antecedente la stessa istituzione del presidio farmaceutico. Con l’aggravante della previsione dei tempi di durata degli interventi, stimati in circa 3-4 anni. È chiaro che occorre individuare una soluzione da attuare in tempi brevissimi. Perché questo stato di cose mette in ginocchio un servizio vitale per i cittadini. E non è una questione meramente imprenditoriale: il nostro Ordine è a fianco dei cittadini nella difesa di un servizio sanitario essenziale. Chiediamo, dunque, l’adozione di provvedimenti in tempi rapidi per evitare di continuare a ledere gli interessi di salute di quella fetta di popolazione che risiede in contrada Ferraro”.




