Lampedusa

“Mare nostro” il documentario dell’ANVCG proiettato a Lampedusa

Il documentario firmato da Emanuele Cervetti e Andrea Cocchi, raccoglie le testimonianze legate alla tragedia del 3 ottobre 2013, quando nel mare di Lampedusa persero la vita 368 persone

Pubblicato 7 ore fa

In occasione della Giornata Nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, dedicata quest’anno al tema“Voci del Mediterraneo”, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) porta a Lampedusa il proprio documentario “Mare Nostro”, scegliendo di farlo attraverso lo strumento più coerente con il tema stesso della ricorrenza: la voce diretta dei protagonisti.

Non un racconto mediato, ma le testimonianze autentiche di chi quella notte l’ha vissuta – sopravvissuti e soccorritori – restituiscono al pubblico più giovane il senso più vero di “Voci del Mediterraneo”: non immagini, non numeri, ma persone che parlano in prima persona di un dramma che continua a interrogare le coscienze.

Da martedì 29 settembre a sabato 3 ottobre, dalle ore 19.30 alle 24.00, le sale del Museo Archeologico Regionale delle Pelagie in via Roma, ospiteranno la proiezione gratuita del documentario, riservata alle scuole, grazie alla collaborazione tra l’ANVCG e l’ATS Pelagies.

IL DOCUMENTARIO

“Mare Nostro”, firmato da Emanuele Cervetti e Andrea Cocchi, raccoglie le testimonianze legate alla tragedia del 3 ottobre 2013, quando nel mare di Lampedusa persero la vita 368 persone – donne, uomini e bambini – nel naufragio che ha segnato indelebilmente la storia dell’isola e la coscienza collettiva del Paese.

Le voci dei sopravvissuti si intrecciano con quelle dei primi soccorritori improvvisati, che quella notte si trovarono a fronteggiare una tragedia di proporzioni inimmaginabili. Da quel legame nato nella disperazione è germogliato negli anni un rapporto che va oltre la cronaca: amicizie profonde, affetti quasi filiali, che resistono ancora oggi anche a distanza, per chi ha lasciato l’isola e il Paese in cerca di un futuro altrove.

Il documentario racconta così una doppia trasformazione: quella di chi, salvando, ha scoperto una vocazione di accoglienza che è diventata identità condivisa; e quella di chi, salvato, porta ancora oggi una gratitudine incommensurabile verso chi gli ha ridato una speranza.

LA TESTIMONIANZA DI GIUSEPPE GUARINO

Un passaggio di particolare intensità è affidato alla testimonianza del Prof. Giuseppe Guarino, storico dirigente dell’ANVCG scomparso nel 2024 e per tanti anni impegnato con l’associazione a Lampedusa per le celebrazioni della Giornata, che da bambino perse la vista a causa dell’esplosione di un ordigno bellico ritrovato per gioco insieme ad alcuni amici. La sua storia ricorda come le ferite della guerra non si chiudano con la fine ufficiale dei conflitti, ma continuino silenziosamente a colpire anche generazioni successive. Giuseppe Guarino, per tanti anni ha portato questa esperienza nelle scuole e tra i giovani, come monito e come invito concreto a costruire un futuro di pace e solidarietà tra i popoli.

IL FINALE: LA VOCE DI ERRI DE LUCA

Il documentario si chiude con un momento di forte intensità poetica: la voce di Erri De Luca, che interpreta la propria poesia “Mare Nostro”, offrendo una chiave di lettura letteraria e universale alla tragedia raccontata, e restituendo al Mediterraneo il suo significato più profondo di luogo di incontro, memoria e umanità condivisa.

PERCHÉ A LAMPEDUSA, PERCHÉ PER LE SCUOLE

La scelta di proiettare “Mare Nostro” proprio a Lampedusa, luogo simbolo e ferita aperta della memoria mediterranea, e di rivolgerlo prioritariamente alle nuove generazioni attraverso le scuole, risponde pienamente allo spirito della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza 2026. “Voci del Mediterraneo” non è soltanto un tema, ma un metodo: dare parola diretta a chi ha vissuto la tragedia e la rinascita, senza filtri, perché siano i giovani a raccogliere quella testimonianza e a farsene custodi per il futuro.

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