Canicattì

Furto in abitazione, “cancellata” condanna a 3 anni per canicattinese

La donna era accusata di essersi introdotta all’interno di unl’abitazione e di essersi impossessata di un televisore, del telecomando e di una elettropompa

Pubblicato 2 ore fa

La Corte di appello di Palermo, riformando la sentenza di primo grado del tribunale di Agrigento, ha disposto il non doversi procedere nei confronti di Laura Savaia, di Canicattì, accusata di furto aggravato. Nel precedente grado di giudizio la donna era stata condannata a tre anni perchè – secondo l’accusa – si sarebbe introdotta all’interno dell’abitazione di un rumeno e di essersi impossessata di un televisore, del telecomando e di una elettropompa. L’aggravante (caduta in appello) veniva contestata poiché avrebbe anche danneggiato la porta di ingresso. Nel corso del processo emergeva che la Savaia abitava all’interno dell’immobile in questione e che non v’era stata alcuna forzatura del portone d’ingresso in quanto l’imputata era già all’interno dell’abitazione. La Corte d’Appello, riqualificando il reato in furto semplice, dichiarava il non doversi procedere. L’imputata è difesa dall’avvocato Angelo Asaro.

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