Agrigento

Il finto cardinale e la truffa della base militare a Punta Bianca: chieste 3 condanne 

La maxi truffa consisteva nel promettere posti di lavoro (in una fantomatica base militare a Punta Bianca) in cambio di denaro spacciandosi per cardinale o addirittura collaboratori del generale agrigentino Portolano

Pubblicato 3 ore fa

Una maxi truffa che seguiva il cosiddetto schema Ponzi: le prime vittime diventavano a loro volta procacciatori di ulteriori vittime. La Procura di Agrigento ha chiesto tre condanne nei confronti dei presunti ideatori ed esecutori del raggiro: 10 anni di carcere sono stati proposti per Luciano Montemurro, 67 anni, ex gestore di un ristorante a Naro, certamente il personaggio principale dell’intera inchiesta; 4 anni e 10 mesi è la richiesta di condanna avanzata per Angelo Favata, 62 anni, mentre 4 anni è la pena proposta per il fratello Diego Favata, 54 anni, entrambi di Canicattì. I tre sono accusati di aver adescato persone in difficoltà – e dunque con la speranza di trovare lavoro – ma anche piccoli proprietari di imprese locali. promettendo loro di sistemarli definitivamente al Ministero della Difesa e in particolare in qualità di personale nella fantomatica base militare di Punta Bianca che – così affermavano – era in fase di costruzione. Tutto sarebbe stato possibile se si fossero rispettate due condizioni:non rivelare niente a nessuno, e dunque mantenere il segreto, e il pagamento di almeno 2.500 euro. E per rendere la truffa decisamente più credibile organizzavano riunioni in cui venivano mostrati plichi chiusi con timbri in ceralacca, venivano mostrati pre-contratti realizzati ad hoc e riportanti l’intestazione e addirittura i timbri falsi del Gruppo Interforze della Nato.

A capo della banda ci sarebbe stato Montemurro che, durante le riunioni organizzate, si presentava come il “Cardinale Vescovo di Monreale”, personaggio di rilevante influenza sociale e politica. In diverse occasioni si sarebbero spacciati anche per collaboratori del Capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale agrigentino Luciano Portolano, indicandolo quale futuro comandante della fantomatica base militare di Punta Bianca. Si torna in aula il 14 ottobre per la sentenza. 

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