Mafia, annullate (con rinvio) condanne per Rizzo e Ferranti
Ferranti era stato condannato, in appello, a nove anni di reclusione, con l'accusa di associazione mafiosa. Rizzo, invece, era stato condannato a un anno e otto mesi, con l'accusa di aver ordinato un incendio a scopo intimidatorio
I giudici della Corte di Cassazione hanno annullato con rinvio le condanne emesse dalla Corte d’appello di Caltanissetta nei confronti del quarantatreenne Giovanni Ferranti e del medico ed ex sindaco di Niscemi Paolo Rizzo, di settantadue anni. Entrambi sono stati coinvolti nell’inchiesta antimafia “Mondo opposto”. Secondo gli investigatori, a Niscemi i clan di Cosa nostra si stavano riorganizzando. Ferranti era stato condannato, in appello, a nove anni di reclusione, con l’accusa di associazione mafiosa. E’ considerato vicino al gruppo di Mafia dei fratelli Alberto Musto e Sergio Musto, già condannati in via definitiva per i fatti dell’inchiesta “Mondo opposto”. Rizzo, invece, era stato condannato a un anno e otto mesi, con l’accusa di aver ordinato un incendio a scopo intimidatorio. Gli viene contesto il metodo mafioso. Per i due imputati dovrà essere nuovamente la Corte d’appello a pronunciarsi. Sono state invece confermate le condanne per Francesco Piazza e Maria Antonietta Caruso. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Joseph Donegani, Dario Vannetiello, Francesco Mascali e Francesco Spataro.

