Crisi idrica ad Aragona, Galluzzo: “da venti giorni acqua razionata, il sindaco diffidi AICA”
A denunciare la situazione è l'ex assessore comunale Angelo Galluzzo, che chiede un intervento immediato dell'amministrazione comunale
È ormai emergenza idrica ad Aragona, dove da circa venti giorni l’acqua viene erogata in maniera fortemente ridotta e, in alcune zone del paese, è stata addirittura interrotta del tutto. Una situazione che sta provocando pesanti disagi alle famiglie e alle attività commerciali, costrette a fare i conti con la mancanza di un servizio essenziale. A denunciare la situazione è l’ex assessore comunale Angelo Galluzzo, che chiede un intervento immediato dell’amministrazione comunale e, in particolare, del sindaco Giuseppe Pendolino, affinché venga affrontata una crisi che i cittadini non possono più sopportare.
“Le famiglie e gli operatori economici sono costretti a ricorrere alle autobotti per garantirsi una quantità d’acqua sufficiente alle necessità quotidiane. Il risultato è un paradosso: l’acqua viene pagata due volte, prima attraverso il rifornimento privato delle autobotti e poi attraverso la normale bolletta del servizio idrico. Un aggravio economico ingiusto e non più sostenibile, soprattutto per chi deve mandare avanti un’attività commerciale”. Galluzzo sottolinea inoltre quella che considera una contraddizione difficile da accettare: “Gli invasi risultano pieni, eppure ad Aragona si continua a fare i conti con una distribuzione insufficiente e con intere zone rimaste senza acqua. È necessario capire le ragioni di questa situazione e pretendere risposte immediate”
Da qui la richiesta al sindaco di intervenire con urgenza nei confronti di AICA, diffidando il gestore a garantire un calendario di distribuzione certo e adeguato, con almeno due turni settimanali della durata minima di quattro ore ciascuno. “Chiedo al sindaco di intervenire subito e ad AICA di garantire una distribuzione regolare dell’acqua, con almeno due turni settimanali di quattro ore ciascuno. I cittadini di Aragona hanno diritto a un servizio efficiente e non possono continuare a vivere nell’incertezza, pagando anche di tasca propria per avere l’acqua necessaria alle esigenze quotidiane”.





