Agrigento, inchiesta su scuole telematiche: no al dissequestro materiale
Sarebbero cinque gli indagati nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Agrigento, coordinata dal sostituto procuratore Chiara Bisso, che verte sui centri di formazione e scuole telematiche. Secondo quanto riporta il Giornale di Sicilia personaggio chiave sarebbe il favarese Giuseppe Arnone a cui vengono contestati le ipotesi di reato di autoriciclaggio, falso, truffa e associazione a […]
Sarebbero cinque gli indagati nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Agrigento, coordinata dal sostituto procuratore Chiara Bisso, che verte sui centri di formazione e scuole telematiche.
Secondo quanto riporta il Giornale di Sicilia personaggio chiave sarebbe il favarese Giuseppe Arnone a cui vengono contestati le ipotesi di reato di autoriciclaggio, falso, truffa e associazione a delinquere.
Negli scorsi giorni gli agenti della Digos avevano effettuato alcune perquisizioni negli uffici dell’Arnone portando via documenti cartacei ed informatici. Ieri, dopo l’istanza di dissequestro presentata dall’avvocato difensore Giovanni Crosta, il Riesame ha deciso di non “restituire” il materiale sequestrato.
Intanto, in merito all’inchiesta della Procura di Agrigento che vede indagato Giuseppe Arnone ed altri, l’Università Niccolò Cusano intende precisare quanto segue: l’Unicusano è del tutto estranea alla vicenda e non coinvolta nell’inchiesta. Unicusano precisa inoltre che i fatti indagati niente hanno a che vedere con l’Ateneo, che non ha mai svolto attività legate ai corsi oggetto dell’indagine.





