Amministrative 2026, è il momento delle “tragedie”: il duopolio spaccherà il centrodestra?
Il tavolo di maggiornanza di domani dovrà chiarire chi sta con chi: verrà sostenuta la candiatura di Sodano o ognuno viaggerà per conto proprio?
Il termine che abbiamo usato qualche giorno fa, e che era stato pronunciato durante il tavolo del centrodestra della scorsa settimana è “duopolio”. Un nucleo di potere politico netto e individuato, composto dall’ex assessore regionale Roberto Di Mauro e dal deputato regionale Riccardo Gallo. Un’alleanza, battezzata in occasione delle elezioni al Libero consorzio di Agrigento, che mette a disagio gli alleati e che è diventata tanto ingombrante da far saltare il banco anche in vista delle elezioni.
La situazione è sostanzialmente questa: come noto il nome avanzato al momento proprio dal MPA con il supporto di Forza Italia è quello dell’ex sindaco Lillo Sodano. Una figura che piace alla deputazione (soprattutto perché non crea alcun disturbo in ottica delle elezioni regionali, giacché data l’età difficilmente coltiva ambizioni diverse da questo ultimo “valzer” da sindaco) ma molto meno agli operatori politici, che lo ritengono troppo poco “appetibile” e difficile da proporre agli elettori.
In questo “duopolio” si stava per aggiungere anche Fratelli d’Italia, ma il partito – che non fa i salti di gioia per Sodano – ha ricevuto un ordine chiaro da Roma: si va insieme alla Lega e al resto del centrodestra, volenti o nolenti. Sta accadendo a Messina, un po’ meno a Enna, dove FDI ha detto “no” al forzista Gargaglione. Il partito di Salvini però non avrebbe alcuna intenzione di tornare sui suoi passi né di avallare la prova di forza di MPA e FI, e al suo fianco avrebbe la DC. A volerla raccontare come alcuni sostengono a microfoni spenti, il clima è riassumibile in una frase: “Non è più possibile accettare questa arroganza”.
Quindi Sodano potrebbe trovare davanti a sé una porta sbarrata almeno da parte degli alleati, e questo o riaprirà le trattative oppure semplicemente dividerà in due il centrodestra esattamente come avvenuto nel 2020, quando l’area Lega-Fratelli d’Italia puntò su Daniela Catalano (nome tra l’altro circolato anche in queste settimane per il profilo e per il fatto che nessuna donna risulta tra i papabili), gli autonomisti su Franco Micciché e Forza Italia su Marco Zambuto (anche se, alla fine, sottobanco, gli equilibri sono stati molto diversi).
Tutto, chiaramente, si deciderà domattina durante il tanto atteso vertice di maggioranza che o vedrà il nuovo candidato sindaco o darà il via ad una “faida” tutta dentro il centrodestra che lascerà ferite profonde.




