Agrigento

Amministrative 2026, più che una partita a scacchi è una mano di briscola a 5

Ogni decisione è rinviata a dopo Pasqua. Presa di posizione del fronte Mpa-FI-UDC che chiarisce "Mai con Lillo Firetto".

Pubblicato 4 ore fa

Niente scacchi. Niente strategie veramente complesse, di “alto profilo”, di “vera politica”. Niente colpi di scena clamorosi né soluzioni miracolistiche. Per il centrodestra agrigentino si profila poco più di una partita a briscola in cinque con un mazzo di carte usurate per risolvere il “busillis” del candidato sindaco.

Per chi ha pratica di questo gioco, si tratta di una versione della briscola appunto con cinque giocatori ma che prevede anche un compagno “segreto” agli altri componenti. Ed è così – con il rispetto verso la briscola – che si sta giocando la partita per l’individuazione del candidato da parte dei partiti che si dichiarano i più forti e rappresentativi dell’elettorato agrigentino.

“Chiamate” (per restare in gergo) segrete, giocate improbabili, interlocuzioni condotte in contemporanea con più soggetti a cui viene – tutti allo stesso livello – garantito di essere il candidato sindaco, più o meno unitario. Informazioni fatte trapelare con lo scopo di intorbidire le acque, lanciare messaggi, tacitare il dissenso.

Oggi l’unica vera “novità” è che ogni ragionamento sulle candidature si sposterà a dopo le feste di Pasqua. Servirà digerire il pranzo in famiglia con relativa “sosizzata” del lunedì per decidere chi sarà il candidato sindaco di Agrigento. Se vogliamo parlare di possibilità sulle candidature, tuttavia, dobbiamo applicare un principio nel diritto civile che viene riassunto con la locuzione latina “id quod plerumque accidit” e si traduce in “più probabile che non”.

In questa ottica possiamo dire che è “più probabile che non” si giunga ad un candidato sindaco unitario. Come Grandangoloagrigento.it aveva scritto nei giorni scorsi, Fratelli d’Italia, Lega e DC in vista delle amministrative avrebbero partorito il proprio candidato sindaco, cioè il già primo cittadino Lillo Firetto. Un nominativo sul quale si dibatteva ambo i lati della barricata, almeno fino a poco tempo fa.

In tal senso una presa di posizione nettissima è arrivata da Forza Italia, MPA – Grande Sicilia e UDC, che “auspicano con convinzione l’individuazione di un candidato a Sindaco unitario e condiviso, che sia autentica espressione del centrodestra e dei suoi valori” chiarendo che “condividenndo pienamente la posizione espressa da Fratelli d’Italia, che ha ritenuto non percorribile la candidatura di Lillo Firetto, profilo politicamente riconducibile all’area del centrosinistra e dunque non rappresentativo dell’identità e della visione della coalizione” scartano il nome dell’ex sindaco ma soprattutto richiamano l’ex (?) alleato alla coerenza. “Il candidato sindaco del centrodestra – dice ancora la nota – deve nascere dal centrodestra, non essere una soluzione di compromesso con storie politiche altre”.

Una provocazione a cui FdI non si sottrae: “Non c’è alcuna preclusione su Lillo Firetto, valutiamo la sua candidatura a sindaco di Agrigento e anzi ci pare la via migliore” commenta il commissario di FdI in Sicilia Luca Sbardella. A lui fa eco l’omologo della Lega, Nino Germanà: “Apprezziamo la nota congiunta dei segretari regionali di Forza Italia, Mpa-Grande Sicilia e Udc. Bene sulla indicazione di un candidato unitario per la carica di sindaco di Agrigento. Ribadiamo come Lega che debba esserci discontinuità con l’amministrazione uscente. Siamo disponibili ad avanzare una proposta seria per rilanciare Agrigento come merita ma bisogna mettere da parte veti e personalismi”. Quel “discontinuità” significa, in parole povere: no al candidato del MPA.

Altro nome “gettato” sul tavolo da alcuni giorni è quello dell’ex presidente del Consiglio comunale Daniela Catalano, che sarebbe invece la proposta avanzata da Forza Italia, Mpa e UDC. Su di lei – oggi unica donna che sarebbe candidata – ci sarebbe una convergenza solida, ma non ancora perfezionata.

Rimane poi l’incognita Lillo Sodano: il già senatore aveva compiuto un passo avanti per smarcarsi dall’abbraccio mortale di chi, ormai chiaramente, lo stava scaricando. Non è escluso che possa decidere di scendere in campo in solitaria, portando a 3 il numero dei candidati e aprendo la partita verso il ballottagio.

Alcuni, tra il serio e il faceto, “Non fatevi prendere dall’ansia, ne riparliamo dopo Pasqua”. Ma con due candidati sindaco già in piena campagna elettorale come Giuseppe Di Rosa e Michele Sodano il nervosismo tra coloro che ambiscono ad un posto da consigliere comunale sale visibilmente dato che la presentazione delle liste si avrà tra 10 giorni e in molti non hanno potuto iniziare la campagna elettorale.

Che alla fine riporre totalmente la propria fiducia nel potere delle liste e del voto organizzato possa essere la Waterloo del centrodestra?

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