Agrigento

Amministrative, un giovane agrigentino alla politica locale: “Chi avrà davvero il coraggio di cambiare le cose?”

Mattias Lo Pilato, giovane agrigentino, e presidente del Movimento Centro storico di Agrigento in una lunga riflessione in vista delle elezioni amministrative

Pubblicato 2 ore fa

“A poche settimane dalle elezioni amministrative, la domanda non è “chi vincerà”, ma: chi avrà davvero il coraggio di cambiare le cose? Negli ultimi anni abbiamo visto passaggi che non possiamo ignorare: una città che ha provato a rilanciarsi ma è rimasta impantanata, un’amministrazione che ha acceso aspettative senza riuscire a mantenerle fino in fondo, un sistema che troppo spesso ha dato l’impressione di essere distante dai cittadini. E allora mi chiedo: è normale tutto questo? È normale dover evitare buche invece che progettare il futuro? È normale leggere più notizie di inchieste che di sviluppo? È normale assistere a giochi di palazzo mentre fuori le strade crollano? E forse è proprio qui che dobbiamo ripartire. Il prossimo sindaco non dovrà semplicemente “amministrare”. Dovrà ricostruire fiducia. Dovrà rimettere ordine, partire dalle basi: strade, servizi, trasparenza. Dovrà dimostrare che la politica non è solo equilibrio di potere, ma responsabilità. Dovrà avere il coraggio di dire dei no, prima ancora che dei sì. E soprattutto dovrà ricordarsi che questa città non è un terreno di conquista, ma una comunità che chiede rispetto”. Scrive cosi Mattias Lo Pilato presidente del movimento culturale “Il Centro storico di Agrigento”. Mattias parla e soprattutto da giovane che vive ad Agrigento e non riesce ad accettare ciò che vede ogni giorno.

“Vivo in una città che dovrebbe essere orgoglio, bellezza, futuro. E invece, oggi, è diventata il simbolo di qualcosa che non funziona più. Strade rotte, servizi che arrancano, cantieri infiniti, promesse che si accumulano e si dissolvono e, sopratutto questo, un’ombra costante: vicende giudiziarie, tensioni politiche, una sensazione diffusa di instabilità. E mentre tutto questo accade, basta aprire un giornale per leggere sempre le stesse parole: accordi saltati, tavoli rinviati, nomi bruciati, coalizioni spaccate. Una politica che discute di sé stessa mentre la città resta ferma”, continua Mattias Lo Pilato che allora si chiede: dov’è questa stessa responsabilità in chi oggi chiede il nostro voto?Perché oggi vediamo tanti nomi, tanti volti, candidature che spuntano all’improvviso.Ma poi?Qual è la prospettiva?Un’azione politica chiusa, fatta di equilibri interni e giochi di potere? O finalmente una visione costruita sull’interesse comune, sul bene comune? La mia non è solo una riflessione. È una provocazione. Perché forse il problema non è solo chi governa, ma quanto noi siamo disposti ad accontentarci. E credo che tanti, come me, non vogliano più farlo.Questa volta non basta scegliere. Questa volta dobbiamo smettere di accontentarci.Perché una città non crolla tutta insieme. Crolla poco alla volta.Ogni volta che chiude un occhio.Ogni volta che abbassa le aspettative.Ogni volta che smette di pretendere. E allora no, non è normale.E non deve diventarlo”, ha concluso Mattias Lo Pilato.

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