Autobotti anche per i non utenti? Il Comune chiede ad Ati parere pro veritate
Bisognerà ottenere da un professionista del settore un chiarimento sulla possibilità per Aica di gestire anche chi non è servito da reti idriche
Chiarire, “con il massimo grado di certezza giuridica”, quale sia “l’esatto perimetro della competenza di AICA nei confronti delle utenze non servite dalla rete” per evitare “sia l’indebita estensione del monopolio del Gestore oltre il perimetro giuridicamente
attribuitogli, sia, all’opposto, la creazione di forme di approvvigionamento private incompatibili con il sistema pubblico di governo della risorsa idrica e con la normativa sanitaria”. In sintesi: fornire un supporto legale alla possibilità che cittadini mai divenuti utenti Aica che vivono in zone non coperte da rete idrica, possano rifornirsi del prezioso liquido tramite autotrasportatori senza passare dalla società consortile.
E’ questo il senso di una richiesta urgente rivolta dal Comune di Agrigento a firma del sindaco Michele Sodano e per interessamento diretto dell’assessore Giuseppe Riccobene, al direttivo di Ati affinché venga fornito un parere pro veritate da “un professionista di chiara fama in ordine al regime giuridico delle utenze non servite dalla rete idrica, alla relativa pertinenza della gestione da parte di Aica e alla possibilità di assicurare la fornitura di acqua destinata al consumo umano mediante trasportatori autonomi, con approvvigionamento della risorsa presso Aica e applicazione di tariffe determinate dall’Autorità d’Ambito”.
Un tema, che, si ricorderà, era stato già al centro di un incontro ufficioso tra i sindaci e che potrebbe avere importati ricadute proprio sulle zone non servite, oggi costrette a contrattualizzarsi con Aica anche solo per ricevere l’acqua con l’autobotte. Ancora più rilevante, chiaramente, l’impatto su chi non può sottoscrivere alcun contratto perché si trova in una situazione di non conformità e che, con un parere eventualmente positivo, potrebbe comunque ottenere l’acqua. Facile collegare questo a quanto avviene a Maddalusa da mesi.
Il ragionamento di fondo dell’atto è semplice: verificare se Aica e Ati, “con i recenti provvedimenti in tema di utenze non servite da reti e di servizio tramite autobotti, abbiano inquadrato nel perimetro statutario, anche un servizio di tipo complementare, ossia quello destinato alle zone non servite da reti e, in quanto tali, del esulanti da quelle reti, fonti, impianti, utenze, facenti invece parte dei beni e delle utenze in consegna”.
Un atto che arriva dopo essere stato più volte annunciato sulla stampa a pochi giorni da una nuova seduta del Consiglio comunale di Agrigento durante la quale si discuterà giovedì: l’atto, proposto dal consigliere Fabio Catania, è una mozione urgente “per il ripristino del servizio straordinario e oneroso di autobotti nella frazione di Maddalusa e per l’estensione del minimo vitale a tutti i residenti stabili in aderenza al disegno di riforma idrica regionale del maggio 2026”. Un diritto, quello del minimo vitale previsto dalla normativa, che come abbiamo già chiarito, non spetta a chi non è un utente del servizio idrico.
A sollecitare l’Amministrazione comunale era stato solo ieri il consigliere di Forza Azzurri William Giacalone, che appunto chiedeva notizie sulla proposta che poi alla fine è stata presentata: cosa farà poi Ati idrico si scoprirà.




