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Accoltellò moglie e figli ma è incapace di intendere, riparte in appello processo a meccanico

Il meccanico di Cianciana è stato condannato “solo” per maltrattamenti poiché giudicato incapace di intendere e volere, al via processo di appello

Pubblicato 15 minuti fa

Riparte in appello il processo a carico di Daniele Alba, il meccanico trentaseienne che nel maggio di due anni fa accoltellò moglie e figli al culmine di un pomeriggio di follia a Cianciana. L’imputato in primo grado è stato condannato “solo” per maltrattamenti in famiglia e detenzione di un proiettile ma assolto dalle accuse di triplice tentato omicidio, sequestro di persona e resistenza a pubblico ufficiale poiché incapace di intendere e volere. La difesa dell’imputato ha impugnato il verdetto chiedendo il riconoscimento di un vizio di mente anche per il periodo precedente a quel tragico giorno. La Corte ha disposto la riapertura dell’istruttoria dibattimentale. In aula verrà sentito lo psichiatra Maurizio Marguglio.

Il giudice di primo grado riconobbe ad Alba uno stato di minorazione della facoltà psichica disponendo il ricovero per i prossimi sette anni in una Rems (struttura sanitaria per autori di reato con disturbi mentali e socialmente pericolosi). A moglie e figli del meccanico  – che avevano chiesto un risarcimento di 200 mila euro tramite l’avvocato Carlo D’Angelo – è stata riconosciuta una provvisionale immediatamente esecutiva di 5mila euro con il resto che sarà quantificato in sede civile. Il 23 maggio 2024 è un giorno che la piccola comunità di Cianciana ricorda molto bene. Alba, al culmine di una lite avvenuta in un appartamento nei pressi di piazza Puccini, accoltellò prima la moglie per poi scagliarsi contro i figli di 6 e 3 anni. Mamma e figlio riuscirono a fuggire nonostante le ferite mentre la bimba rimase per barricata in casa col padre. Soltanto dopo alcune ore, grazie all’intervento di un negoziatore dei carabinieri, il meccanico liberò la bambina.

Alba si consegnò ai carabinieri nel tardo pomeriggio di quella giornata di follia, rischiando di essere linciato dalla folla che nel frattempo si era radunata sotto casa. La moglie, che riportò ferite al volto e alle braccia, fu la prima ad essere dichiarata fuori pericolo. I bambini subirono invece delicati interventi: il più grande alla testa per l’estrazione della punta del coltello che, nella ferocia dell’aggressione, gli era rimasto conficcato nel cranio; la sorellina alla mandibola per ridurre le fratture provocate dal coltello. I piccoli, dopo ricoveri e cure, furono fortunatamente dichiarati non più in pericolo di vita. 

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