Centrodestra, il Mpa risponde a Sbardella: “Chi preferisce il piccone non si stupisca poi di restare fra le macerie”
Il coordinamento regionale del partito non ha digerito le critiche a Dino Alonge e la mano tesa a Lega e Dc del commissario regionale Sbardella
Non sono tardate le reazioni del mondo politico di Centrodestra all’intervista rilasciata al nostro quotidiano dal commissario regionale di Fratelli d’Italia Luca Sbardella sulla situazione del centrodestra agrigentino dopo la spaccatura consumatasi ieri con l’elezione di Giovanni Civiltà quale presidente del Consiglio comunale di Agrigento con i voti di Forza Italia e Mpa tagliando fuori dal tavolo appunto il partito della Meloni. Ad intervenire sono i componenti del coordinamento regionale Mpa-Grande Sicilia, che non hanno risparmiato ironie e lirismi per prendere posizione.
“Abbiamo letto con il rispetto dovuto, ma non senza un velo di stupore, le considerazioni che il commissario regionale di Fratelli d’Italia ha voluto affidare alla stampa – hanno scritto – perché l’invito rivolto ad alcuni protagonisti della vita agrigentina a uscire di scena nasce da un sentimento che comprendiamo, ma dimentica una circostanza non secondaria: nelle istituzioni si entra e si resta per volontà dei cittadini, i quali hanno appena pronunciato il loro verdetto”.
Il Mpa, inoltre, riferendosi alle parole rivolte a Lega e Dc da Sbardella, si dice sorpreso “dall’elogio riservato a quelle forze indicate come custodi dell’unità, le stesse che hanno scelto di difendere, con ammirevole costanza, una linea che gli elettori non hanno voluto premiare: rara fortuna, quella di ricevere complimenti per una sconfitta”.
Rispetto poi alla definizione di Dino Alonge quale candidato “modesto” in termini di risultati politici, il Mpa parla di “severo giudizio che non sembra maturato a urne chiuse, e che le convinzioni dei vertici, quando circolano in anticipo, pesano sull’animo degli iscritti più di qualunque avversario”. In sintesi sembrano dire: che non ti piacesse Dino Alonge si era capito già in campagna elettorale.
“Del presunto duopolio, infine – concludono – diremo soltanto che esiste unicamente nelle parole di chi lo evoca, come comodo riparo dalle proprie responsabilità. Ci sia consentito allora un invito, formulato con franchezza: si mettano da parte le polemiche, che non costruiscono nulla, e ci si dedichi a ricostruire nei fatti ciò che qualcuno, con volontà precisa e seguendo un disegno che sembra puntare alla disgregazione del centrodestra, ha inteso incrinare. La nostra casa resta aperta a chi vuole partecipare a quest’opera nel segno del rispetto: chi preferisce il piccone alla cazzuola, non si stupisca poi di restare fra le macerie”.


