Commissioni consiliari Agrigento, i consiglieri Mpa: «Controcorrente getta la maschera. La Vardera chiarisca agli elettori»
Alonge, Settembrino, Vaccarello e Vullo, intervenendo sulla seduta del Consiglio comunale del 24 settembre.
«Quanto accaduto ieri pomeriggio in Aula Sollano ad Agrigento, in occasione della composizione delle commissioni consiliari, pone una questione politica che gli agrigentini hanno il diritto di conoscere. Avevamo intuito quale direzione stessero prendendo le trattative, ma quanto emerso in Consiglio rende evidente la distanza tra il cambiamento proclamato in campagna elettorale e le scelte compiute oggi». Lo dichiarano i consiglieri comunali del Movimento per l’Autonomia di Agrigento, Alonge, Settembrino, Vaccarello e Vullo, intervenendo sulla seduta del Consiglio comunale del 24 settembre.
«Il dato politico, a nostro giudizio, è inequivocabile: sulla composizione delle commissioni si è delineata un’intesa che vede Controcorrente, insieme a PD e AVS, convergere con Fratelli d’Italia, Democrazia Cristiana e Lega. Proprio quelle forze che, durante la campagna elettorale, erano state indicate come il simbolo della politica da superare e alle quali erano state rivolte accuse e giudizi senza appello. Anche noi dell’Mpa siamo stati destinatari di quella narrazione, costruita sulla pretesa di attribuire soltanto a una parte politica purezza, trasparenza e credibilità.A quattro mesi dall’insediamento, chiediamo quindi a Controcorrente di spiegare ai cittadini come si concilino quelle dichiarazioni con le intese di oggi. L’onorevole Ismaele La Vardera era a conoscenza di questa scelta? La condivide? La considera coerente con il progetto presentato agli elettori agrigentini?». «Le commissioni non sono caselle da spartire» «Le commissioni consiliari – proseguono Alonge, Settembrino, Vaccarello e Vullo – non rappresentano un dettaglio tecnico né un insieme di caselle da distribuire. Sono il luogo in cui si studiano gli atti, si approfondiscono i problemi della città e si preparano le decisioni del Consiglio comunale. La loro composizione deve rispondere a criteri di competenza, rappresentatività e rispetto delle istituzioni.La nostra contestazione riguarda anche il metodo seguito. Riteniamo che siano state disattese le sedi ufficiali di confronto, a partire dalle convocazioni dei capigruppo, privilegiando trattative al di fuori di un percorso trasparente e condiviso. Un metodo che, a nostro avviso, ha anteposto gli equilibri politici alla valutazione delle competenze dei consiglieri designati.È una scelta che rischia di indebolire il lavoro delle commissioni e la qualità dell’attività consiliare, mentre Agrigento ha bisogno di serietà, preparazione e risposte concrete».
«La Vardera e Sodano spieghino questa scelta» «Dov’è la trasparenza proclamata? Dov’è l’intransigenza rivendicata durante la campagna elettorale? E dov’è quella correttezza politico-istituzionale che si pretende dagli altri?Alla luce di quanto accaduto, le parole dell’onorevole La Vardera e del sindaco Sodano richiedono un chiarimento pubblico. Il confronto tra gli impegni assunti davanti agli elettori e i comportamenti tenuti in Aula non può essere liquidato come una semplice polemica dell’opposizione.Dopo le controversie sul caso Crosta, sulla vicenda dell’acqua a Maddalusa e sulle posizioni dell’amministrazione rispetto ai problemi della città, la composizione delle commissioni aggiunge un’ulteriore questione politica alla quale Controcorrente deve rispondere. È questo il cambiamento promesso agli agrigentini e proposto ai siciliani? Per noi dell’Mpa, l’onorevole La Vardera dovrebbe assumersi la responsabilità politica delle scelte del suo movimento ad Agrigento e chiedere scusa agli elettori per la distanza tra quanto annunciato e quanto realizzato».




