Agrigento

Edoardo Leo rassicura il pubblico agrigentino con la sua storia (vd,ft)

Spicca  l’accompagnamento musicale  del compositore Jonis Bascir che insinua intelligentemente i suoi pizzichi di chitarra

Pubblicato 1 mese fa

Edoardo Leo di scena al Teatro Pirandello con “Ti racconto una storia” non si è posto il dilemma di Jean-Marie Straub nel film “Troppo presto troppo tardi” e alla bella età di 51 anni, nel mezzo del cammin di sua vita si butta generosamente a raccontarci  le sue memorie storiche e altre più soft attinenti il divanetto e il focolare domestico. Giorgio Albertazzi e Mariangela Melato avevano atteso il primo il genetliaco e l’altra i settanta  per confessarsi al pubblico del Teatro Pirandello.   Cinquanta uno anni vengono così bruciati  “troppo presto” in novanta minuti (o poco più) di uno spettacolo rassicurante, un ottimo viatico per un pubblico che in apertura di stagione era stato costretto a fronteggiare tre durissimi colpi di fila come “Todo modo” “I due Papi” e “Il compleanno” di Pinter. “Ti racconto una storia” quindi allenta la tensione e i turbamenti di una città già abbastanza turbata dalla nomination a “capitale della cultura”. 

Di applausi a scena aperta ne abbiamo contati oltre una decina, tutti all’indirizzo della maestria di Leo a cadenzare boutade e accennati calembour quando enumera i quattro capitoletti che insegnano a gestire i pannolini al bimbo oppure quando racconta, anche lui divertito, l’incontro di un tedesco, un americano e un italiano sorpresi a discettare sulla lunghezza della loro portaerei. Solo verso la fine del novantesimo minuto troviamo un ineliminabile ricordo per le stragi soprattutto di bimbi nelle guerre mediorientali.  Una aggiunta che si è rivelata necessaria perché lo spettacolo è stato scritto nel 2021 e Leo avrà avuto un soprassalto di coscienza ricordando che “dopo Auschwitz non è più possibile scrivere poesie” e che “far ridere” non fa più paura ai potenti  di turno. 

Un “reading-spettacolo”, scrive nelle sue note di regia Edoardo Leo – “vent’anni di appunti, ritagli, ricordi e risate trasformati in uno spettacolo coinvolgente che cambia forma e contenuto ogni volta in base allo spazio e all’occasione. In scena non solo racconti e monologhi di scrittori celebri (Benni, Calvino, Marquez, Eco, Piccolo)”. Una raffica letteraria che a noi è sembrata perdersi e confondersi nell’affollato pot-pourri mentre spicca  l’accompagnamento musicale  del compositore Jonis Bascir che insinua intelligentemente i suoi pizzichi di chitarra e consegna allo spettatore il bel ricordo di due canzoni e il suono dell’armonica a bocca di Leo. Un compositore consapevole questo Bascir che ha scritto un libro dal titolo “Il jazz è morto?” e che dovrebbe far sobbalzare il direttore del nostro  Parco, Roberto Sciarratta, che per la musica fa di tutto per farcela meglio conoscere.

Il prossimo appuntamento del Teatro Pirandello tra una settimana con Carlo Buccirosso, il grande attore che nel film “Il divo“ di Sorrentino  interpretò il ruolo di Paolo Cirino Pomicino, uno statista da rimpiangere e che ancora  oggi  riesce a far valere la sua opinione nei talk-show. La commedia scritta e interpretata da Buccirosso si intitola “Il vedovo allegro”. Scusate, ma vedovo di chi, di Andreotti? Lo sapremo il 23 gennaio alle 21 della sera.

Foto di Diego Romeo

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