Erosione costiera, nell’Agrigentino 104 chilometri su 140 sono a rischio
Dal confronto promosso dall’Ordine degli architetti l’appello a fare presto: risorse disponibili ma servono progetti e nuove strategie per la tutela del litorale
Centoquattro chilometri di costa sui 140 complessivi dell’Agrigentino sono a rischio elevato o molto elevato di erosione. È il dato emerso stamattina al Palacongressi, davanti a una sala Zeus sold out, durante il convegno “L’erosione delle coste nel litorale agrigentino”, promosso dall’Ordine degli Architetti di Agrigento nell’ambito di “Una fiera per costruire”, organizzata da Gea Eventi, Comunicazione e Marketing.
“Grandissima partecipazione dei colleghi, che hanno seguito con attenzione gli autorevoli interventi dai quali è emerso un dato importante: le risorse sono disponibili ma mancano i progetti e gli interventi necessari per la salvaguardia delle nostre coste – ha affermato Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento – Il fenomeno dell’erosione non incide soltanto sulla fascia costiera, ma anche sulle prospettive di sviluppo del nostro territorio, porta del Mediterraneo verso l’Europa, che ha bisogno di tutelare e valorizzare le proprie risorse naturali”.
A fornire il quadro della situazione è stato Rino Beringheli, direttore generale del dipartimento regionale dell’Ambiente: “L’erosione costiera nell’Agrigentino è un fenomeno molto esteso. È necessario che i Comuni costruiscano una strategia concreta, basata sullo studio delle coste, sulle cause dell’erosione e sugli interventi più appropriati. Oggi, però, in provincia di Agrigento c’è una forte carenza di progetti ed è proprio da questi che bisogna partire, anche in sinergia tra i Comuni”. Sulla necessità di cambiare strategia è intervenuto Giovanni Randazzo, dell’Università di Messina: “La priorità è pianificare, superando il ricorso indiscriminato a opere rigide come pennelli, barriere e frangiflutti, che possono generare ulteriori fenomeni erosivi. Occorre puntare su azioni resilienti, come il ripascimento artificiale e lo spostamento dei sedimenti dalla spiaggia sommersa a quella emersa. Fondamentali sono anche la ricostituzione delle dune e delle praterie di Posidonia”.
Spazio quindi agli ambientalisti Mimmo Fontana, responsabile di Rigenerazione urbana di Legambiente, e Claudio Lombardo, delegato regionale di Mareamico.
“Dopo circa quarant’anni di interventi di difesa costiera basati su barriere emerse e soffolte, che spesso hanno creato più problemi di quelli che si volevano risolvere – ha sottolineato Fontana – oggi è necessario valutare con attenzione dove e come intervenire. Ci sono aree da tutelare e altre nelle quali occorre immaginare progetti di decementificazione e di spostamento delle infrastrutture e degli edifici esistenti. È un cambiamento culturale profondo, ma necessario”. “L’esperienza agrigentina evidenzia una situazione particolarmente critica – ha ribadito Lombardo – un terzo delle nostre coste è già dichiarato non balneabile per il rischio di crollo legato all’erosione. La situazione è complessa e richiede risposte concrete, anche alla luce degli effetti dei cambiamenti climatici”.
La conclusione dei lavori è stata affidata a Giusi Savarino, assessore regionale del Territorio e dell’Ambiente: “L’erosione costiera è ormai un tema all’ordine del giorno del Governo nazionale e regionale. Abbiamo recuperato importanti risorse e reperito nuovi fondi per la tutela delle coste, riuscendo a far rientrare anche Agrigento e Licata. Ma per intercettare le risorse servono progetti esecutivi: per questo ho chiesto agli architetti di affiancare le amministrazioni comunali e di contribuire con le proprie competenze alla progettazione. Il Governo farà la propria parte mettendo a disposizione sempre maggiori risorse, ma occorre lavorare insieme e scommettere sul rilancio, sulla rigenerazione e sulla messa in sicurezza del nostro territorio”.
“Abbiamo portato a termine un’iniziativa di grande spessore culturale e professionale, promossa dall’Ordine in piena sintonia con la Fondazione – ha concluso Piero Fiaccabrino, presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo – dedicata a un tema di estrema attualità come l’erosione delle coste. I contributi dei relatori e dei tecnici hanno consentito di approfondire criticità e prospettive da diverse angolazioni. Una giornata di confronto che conferma l’impegno degli architetti sui grandi temi del territorio”.




