Estorsione: Gip dichiara incompetenza territoriale: niente rinvio a giudizio per il pentito Quaranta e i favaresi Valenti, Blando e Fanara
Il Gup del Tribunale di Catania Giancarlo Cascino, in esito all’udienza preliminare odierna che vedeva imputati, Carmelo Battaglia, Concetto Errigo, Giuseppe Blando, 54 anni, Pasquale Fanara, 59 anni, al momento in carcere a Voghera, Gerlando Valenti, 46 anni, favarese, detenuto a Caltanissetta e Giuseppe Quaranta, della tentata estorsione in danno dell’impresa Di Paola s.a.s., (capo […]
Il Gup del Tribunale di Catania Giancarlo Cascino, in esito all’udienza preliminare odierna che vedeva imputati, Carmelo Battaglia, Concetto Errigo, Giuseppe Blando, 54 anni, Pasquale Fanara, 59 anni, al momento in carcere a Voghera, Gerlando Valenti, 46 anni, favarese, detenuto a Caltanissetta e Giuseppe Quaranta, della tentata estorsione in danno dell’impresa Di Paola s.a.s., (capo O dell’ordinanza dell’operazione Montagna) in accoglimento della eccezione sollevata dalla difesa del Gerlando Valenti, composta dall’avv. Angela Porcello e dal prof. Nico D’Ascola, a cui si sono associati gli altri difensori, ha disposto la trasmissione degli atti al Pm della Dda del Tribunale di Palermo perchè sia lui ad esercitare l’azione penale unitamente a tutti gli altri reati.
Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Maria Alba Nicotra, Giuseppe Oddo, Mimmo Russello e Antonino Catalano. La difesa ha eccepito un’incompetenza territoriale del Gup di Catania per connessione del reato per cui si procedeva con gli altri contestati nel processo di Palermo.
La vicenda riguarda una tentata estorsione ai danni dell’impresa Di Paola S.a.s., con sede a Vittoria e Prizzi, Tutti gli imputati avrebbero tentato di costringere il titolare della ditta a corrispondere la somma di denaro pari a 20.000,00 euro, a titolo di “messa a posto”, per i lavori eseguiti in Lampedusa ed aventi ad oggetto la “Manutenzione straordinaria sulla pavimentazione stradale dell’isola di Lampedusa”, non riuscendo nell’intento per cause indipendenti dalla loro volontà.
Condotta consistita, scrive il Pm, in particolare, nell’avere: Giuseppe Quaranta (quale esponente della famiglia mafiosa Favara e referente della famiglia mafiosa di Santa Elisabetta), unitamente a Concetto Errigo e Carmelo Battaglia (quali esponenti della famiglia mafiosa di Comiso), Giuseppe Blando, Pasquale Fanara, e Gerlando Valenti (quali esponenti della famiglia mafiosa di Favara), acquisito informazioni preliminari sull’impresa in questione e concordato le modalità di gestione e di intervento;
Concetto Errigo e Carmelo Battaglia intrattenuto i contatti con il rappresentante dell’impresa ed imposto le illecite richieste, avvalendosi del c.d. metodo mafioso e cioè, agendo con comportamento intimidatorio, essendo noti nell’ambiente per la loro appartenenza alla locale consorteria criminale;
Con l’aggravante di avere commesso il fatto, avvalendosi delle condizioni previste dall’art 416 bis cp e con la finalità di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa denominata “Cosa Nostra”.





