Favara, latitanza e cattura di Gerlandino Messina, il neo pentito Quaranta indica nuovi favoreggiatori
Una frase sottoscritta senza rispondere ad alcuna domanda, apre un nuovo scenario riguardante la cattura dell’allora boss latitante Gerlandino Messina, avvenuta in via Stati Uniti a Favara il 23 ottobre 2010. Per il neo pentito favarese Giuseppe Quaranta non furono solo i Bellavia (intesi “carnazza”) ed il loro nucleo familiare ad aiutare il boss di […]
Una frase sottoscritta senza rispondere ad alcuna domanda, apre un nuovo scenario riguardante la cattura dell’allora boss latitante Gerlandino Messina, avvenuta in via Stati Uniti a Favara il 23 ottobre 2010.
Per il neo pentito favarese Giuseppe Quaranta non furono solo i Bellavia (intesi “carnazza”) ed il loro nucleo familiare ad aiutare il boss di Porto Empedocle ma anche Luigi Pullara ed il cognato Angelo Di Giovanni recentemente arrestati nel corso dell’operazione “Montagna” compiuta lo scorso 22 gennaio.
Quaranta, il 31 gennaio scorso, davanti al Pubblico ministero della Dda, Alessia Sinatra ed al capitano Luca Armao, comandante del Reparto operativo dei Carabinieri di Agrigento, è intento ad visionare un album fotografico ed a specificare conoscenza ed identità. Giunto alla foto 23 afferma: “Riconosco Luigi Pullara, uomo d’onore della famiglia mafiosa di Favara, combinato. E’ un netturbino a Favara. Ha avuto un centro scommesse e si occupa di estorsioni ed ha anche disponibilità di armi e droga. So che si è occupato della latitanza di Gerlandino Messina, insieme al cognato Angelo Di Giovanni. Mi parlava di fucili e pistole che nascondeva in un borsone nell’appartamento della madre di Di Giovanni in contrada San Francesco. Salendo dove ci sono la case popolari è l’ultima casa sulla destra dove c’è un numero. E’ possibile che la casa sia intestata alla madre di Di Giovanni”.
Inevitabile che gli inquirenti approfondiscano la circostanza con adeguate indagini mirate nel tentativo di risalire con margini di sufficiente certezza all’organigramma completo dei fiancheggiatori di Gerlandino Messina che, nel momento della sua cattura, rappresentava il capo assoluto della mafia agrigentina.
Come è noto, alcuni favoreggiatori di Gerlandino Messina vennero individuati proprio nel momento dell’arresto. Calogero Bellavia, giovane rampante pregiudicato favarese è stato già condannato con sentenza definitiva per essere stato uno dei favoreggiatori del boss empedoclino. Era il vivandiere. Insieme a lui vennero denunciati il padre Carmelo, il suocero Antonino Costa, entrambi condannati per questi fatti e sinanco la suocera e la fidanzata (poi uscite dall’inchiesta).
Proprio il padre di Calogero Bellavia, il giovane si trova attualmente detenuto perché trovato in possesso di armi e munizioni e coinvolto nelle indagini relative alla guerra tra bande che si sta consumando sull’asse Belgio – Favara, venne assassinato il 27 gennaio 2015, in via Fausto Coppi, con una raffica di pallottole mentre stava per chiudere il suo deposito di bibite, attività che aveva messo su proprio poco tempo prima.
Dunque, si apre un nuovo filone investigativo teso ad individuare i favoreggiatori dell’ex latitante empedoclino, il ruolo avuto e il peso gerarchico all’interno della mafia favarese.

