“Nasconde cellulare in carcere e ingoia la sim”, condannato agrigentino
La vicenda risale al settembre dello scorso anno quando il giovane agrigentino, detenuto nel carcere di Piazza Lanza, venne sorpreso dagli agenti della Penitenziaria in possesso di uno smartphone
Un anno di reclusione per avere nascosto nella sua cella, mentre era detenuto, uno smartphone. Il tribunale di Catania ha condannato un ventottenne agrigentino – A.S. – per il reato di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti.
La vicenda risale al settembre dello scorso anno quando il giovane agrigentino, detenuto nel carcere di Piazza Lanza, venne sorpreso dagli agenti della Penitenziaria in possesso di uno smartphone Motorola. Alla vista delle forze dell’ordine tentò di nascondere il dispositivo sotto il letto ma ormai era troppo tardi. Durante la perquisizione, però, il ventottenne riuscì a togliere la sim e ingoiarla. La Procura di Catania, al termine della requisitoria, aveva chiesto la condanna a due anni di reclusione. La difesa, rappresentata dall’avvocato Salvatore Cusumano, aveva invece chiesto l’assoluzione sostenendo che non vi fosse la prova che il cellulare funzionasse.




