Agrigento punta al 100% di energie rinnovabili entro il 2045
Un caso-studio per l'Italia e il Mediterraneo, che sarà presentato alla COP 31 - La conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in Turchia.
Una rete di cittadini e imprese che producono e utilizzano le energie rinnovabili. È il progetto pilota che vede Agrigento in prima fila con l‘obiettivo di diventare la prima città sostenibile al 100% entro il 2045.
Per la prima volta Greening the Islands Foundation porta in una città il percorso già sviluppato per le isole minori: Agrigento diventa il primo laboratorio urbano del programma GTI 100% RES Islands, con l’obiettivo di costruire le condizioni perché cittadini, condomini e imprese possano produrre e utilizzare energia rinnovabile in maniera economicamente sostenibile. È anche un primo passo verso Agrigento come destinazione per il turismo sostenibile: visitatori consapevoli che cercano soluzioni rispettose della natura, dei cittadini e della comunità.
“Il Comune di Agrigento assume un ruolo di avanguardia nel prendere in mano la propria transizione energetica, proiettando la città e il suo patrimonio storico-archeologico al centro dell’agenda climatica internazionale,” ha spiegato il sindaco Michele Sodano che è intervenuto allapresentazione alla Settimana del Clima di New York. E sarà presente il 16 novembre all’evento co-organizzato da Greening the Islands con Hitachi e Octopus al Padiglione Italia alla COP 31 – la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in programma il 16 novembre ad Antalya, in Turchia. Ieri è stato firmato ufficialmente il protocollo di intesa tra il Comune di Agrigento e Greening the Islands Foundation, già approvato in consiglio comunale.
Finora il modello era stato sviluppato solo in piccole isole trasformate in laboratori di sostenibilità, microcosmi capaci di produrre, accumulare e consumare la quota sempre maggiore dell’energia di cui hanno bisogno, riducendo la dipendenza dall’esterno: ora il modello entra in contatto con una città, con problemi importanti di comunità dove l’autonomia energetica è spesso una necessità prima ancora che una scelta ambientale.
Agrigento è la prima città italiana ad impegnarsi per dimostrare come le strategie di autosufficienza energetica sperimentate nelle piccole isole possano essere esportate in un contesto urbano complesso, storico e vincolato. “È un’iniziativa che assume un’importanza strategica per Greening the Islands, perchè ci consente di sperimentare il modello isola in una città e dimostrare il suo enorme potenziale di replicabilità che si potrebbe estendere a tutta la Sicilia e oltre – interviene Gianni Chianetta, founder di Greening the Islands – L’attuale crisi energetica ha accelerato la necessità di un’autonomia a livello locale su cui le isole possono fare scuola”.
L’obiettivo non è impossibile: accompagnare il territorio verso il 100% di energia rinnovabile entro il 2045, ma con benefici immediati. La novità sta nel ruolo che l’amministrazione comunale intende assumere, diventando un acceleratore della transizione energetica, capace di favorire l’incontro tra cittadini, imprese, istituzioni e operatori del territorio, individuando gli ostacoli e contribuendo a superarli mantenendo salda l’attenzione al patrimonio archeologico e naturale. Agrigento sarà così un progetto pilota, un caso-studio che potrà offrire indicazioni utili ad altre città italiane e del Mediterraneo.
Non si tratta semplicemente di installare pannelli fotovoltaici, ma di rendere più facile e conveniente farlo. Oggi chi vuole investire nelle rinnovabili deve spesso affrontare un percorso complesso, tra valutazioni tecniche, autorizzazioni, vincoli, costi iniziali e strumenti finanziari non sempre facilmente interpretabili ed accessibili. Greening the Islands affiancherà il Comune per mappare queste difficoltà, individuare possibili soluzioni e costruire un modello che possa sostenersi economicamente nel tempo, nel quale i risparmi generati dalla produzione e dall’autoconsumo contribuiscono a rendere conveniente l’investimento, senza dipendere esclusivamente dai finanziamenti pubblici.
È quindi un modello che può progressivamente diventare accessibile a un numero sempre maggiore di cittadini, una risposta alla povertà energetica, aggravata dagli effetti del cambiamento climatico: estati sempre più calde significano consumi e carichi di rete maggiori nonché bollette più pesanti, e sul reddito delle famiglie questo pesa parecchio. Rendere più semplice l’accesso alle rinnovabili significa affrontare insieme una questione ambientale, economica e sociale e massimizzare i benefici tangibili a livello locale. Per le imprese, dal commercio alle attività turistico-ricettive, significa anche poter contare su una maggiore prevedibilità dei costi energetici e su nuove opportunità di competitività. “La transizione energetica è una questione economica, sociale e di competitività che investe la qualità dei servizi, l’attrattività turistica – spiega Maria Bellavia, responsabile dell’Ufficio di Presidenza della Camera di commercio di Agrigento.
Ma autonomia energetica significa anche maggiore resilienza di fronte alle interruzioni della rete elettrica. Il progetto studierà soluzioni tecnologiche innovative per integrare gli impianti rinnovabili e i sistemi di accumulo con la rete, valutando anche la possibilità di mantenere alimentate utenze essenziali in caso di blackout. Un tema particolarmente importante in un territorio dove le temperature estreme estive possono mettere sotto pressione le infrastrutture elettriche. Lo studio ha l’obiettivo di evidenziare come la produzione decentralizzata e l’autoconsumo da rinnovabili, opportunamente progettati, possano contribuire a rendere il sistema energetico locale più economico, flessibile e resiliente.
Il primo passo sarà approfondire il contesto locale e analizzare le effettive potenzialità del territorio. Greening the Islands supporterà il Comune nella mappatura delle superfici che potrebbero ospitare impianti fotovoltaici: dai tetti degli edifici pubblici a quelli delle abitazioni, dai condomini alle strutture produttive. Saranno studiate diverse soluzioni di autoconsumo, anche attraverso sistemi di accumulo, valutandone costi, benefici e possibilità di integrazione con la rete elettrica. L’analisi comprenderà inoltre gli strumenti finanziari e le forme di partecipazione e condivisione dei benefici, incluse potenziali comunità energetiche, che possono favorire l’accesso alle rinnovabili.
Agrigento presenta però una complessità ulteriore, che rende particolarmente interessante questa prima applicazione urbana del programma. Come conciliare la diffusione delle energie rinnovabili con la tutela di un patrimonio storico, archeologico e paesaggistico di eccezionale valore?Il progetto dedicherà un capitolo specifico all’analisi dei vincoli e delle procedure autorizzative, individuando possibili semplificazioni senza abbassare gli standard di tutela. Il confronto coinvolgerà il Comune, la Soprintendenza e gli altri enti competenti, anche attraverso l’esame di buone pratiche nazionali e internazionali.
Fondamentale sarà il coinvolgimento della comunità. Greening the Islands supporterà il Comune nell’avvio di un tavolo tecnico multilivello, chiamato a riunire istituzioni, operatori energetici e soggetti locali per condividere le strategie e monitorare i progressi. Il percorso comprenderà almeno due workshop, attività di sensibilizzazione e divulgazione per accompagnare cittadini e imprese nella comprensione delle opportunità offerte dalle rinnovabili.
Da Favignana ad Agrigento cambia la dimensione della sfida, ma resta la stessa idea di fondo: fare in modo che ogni territorio possa utilizzare meglio le proprie risorse, ridurre progressivamente la dipendenza energetica e trattenere nella comunità i benefici economici della transizione. Se nelle piccole isole il modello nasce anche dalla necessità di superare i limiti dell’isolamento, ad Agrigento diventa un percorso per rendere più semplice e accessibile l’autonomia energetica di cittadini e imprese. Una sperimentazione che, proprio perché affronta insieme sostenibilità economica, innovazione tecnologica e tutela del patrimonio ambientale, potrà diventare un riferimento per altre città italiane e del Mediterraneo.
Il progetto è stato presentato ieri in Sala Rosa al Teatro Luigi Pirandello, dove sono intervenuti, con il sindaco di Agrigento Michele Sodano, Gianni Chianetta, fondatore e presidente di Greening the Islands Foundation, Maria Micciché, vicesindaco e assessore comunale all’Energia; da remoto, Francesco Corvaro, inviato speciale per il Cambiamento Climatico del governo italiano, ha messo l’accento sul ruolo dei governi e delle comunità locali, ben coscienti di quali siano le reali esigenze del territorio; e Attilio Piattelli, presidente del Coordinamento FREE che raggruppa le associazioni industriali delle rinnovabili e associazioni ambientaliste, ha invece tirato le somme: “Agrigento conta circa 25 mila famiglie, ognuna prima della pandemia spendeva circa 3000 euro l’anno tra energia, trasporti e spese, quindi circa 75 milioni di euro che ogni anno volano altrove per la città. E sono numeri precovid, la realtà attuale è molto più impressionante: i cittadini devono comprendere quale sia il valore reale di un’economia conveniente legata alle rinnovabili”. Sono intervenuti anche Maurizio Cellura, direttore del Dipartimento Sostenibilità dell’Università di Palermo, e Gaetano Di Ballo, fondatore e presidente di Tierra, Techo, Trabajo




