Agrigento

“O stai con me o morirai”, 26enne condannato a due anni e dieci mesi di carcere

Ridotta in appello la condanna ad un 26enne residente ad Agrigento, cade l’aggravante di aver ceduto droga in cambio di prestazioni sessuali

Pubblicato 54 minuti fa

La Corte di appello di Palermo, presieduta dal giudice Adriana Piras, ha condannato un ventiseienne ordinario della Guinea – ma residente ad Agrigento – alla pena di due anni e dieci mesi di reclusione. L’imputato, al quale in primo grado erano stati inflitti tre anni e otto mesi di reclusione, era accusato di una lunga lista di reati: resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate, maltrattamenti in famiglia, detenzione ai fini di spaccio ma anche sequestro di persona della convivente. Quest’ultima contestazione era già caduta nel precedente grado di giudizio per il ritiro della querela di parte. I giudici di appello, accogliendo l’istanza dell’avvocato Leonardo Marino, hanno escluso anche l’aggravante di aver ceduto sostanza stupefacente in cambio di prestazioni sessuali.

La vicenda risale allo scorso anno. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti il giovane avrebbe reso la vita della compagna, più grande di oltre dieci anni, un inferno in un clima di terrore e paura. Le minacce sarebbero state all’ordine del giorno: “Giuro su mia madre che ti ammazzo, o stai con me o morirai.” E ancora: “Solo i carabinieri di possono aiutare perchè la gente del posto è con me”. La donna sarebbe inoltre stata costretta a non lasciare l’abitazione che condividevano, chiusa a chiave. In una occasione, nel tentativo di una disperata fuga, la ragazza venne raggiunta e picchiata in strada. All’intervento dei carabinieri, giunti sul posto dopo la segnalazione dei residenti, il ventiquattrenne si scagliò anche al loro indirizzo ferendo due militari. L’uomo venne arrestato per maltrattamenti e la compagna portata via in seguito all’attivazione del codice rosso, il protocollo che mira a tutelare le vittime di violenza. L’inchiesta, nel frattempo andata avanti, portò alla luce anche un giro di sostanze stupefacenti gestito dall’indagato: hashish e crack ceduti anche, in una occasione, ad un minorenne. La donna, individuata come persona offesa, è rappresentata dall’avvocato Virginia Dalli Cardillo.

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