Operazione Barbanera, Gip conferma impianto accusatorio: due agrigentini restano in carcere, il terzo ai domiciliari

Redazione

Agrigento

Operazione Barbanera, Gip conferma impianto accusatorio: due agrigentini restano in carcere, il terzo ai domiciliari

di Redazione
Pubblicato il Gen 18, 2019
Operazione Barbanera, Gip conferma impianto accusatorio: due agrigentini restano in carcere, il terzo ai domiciliari

Conferma dell’impianto accusatorio che ha portato al fermo dei 12 indagati emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo ed eseguito dal Nucleo di polizia economico-finanziaria del comando provinciale della Guardia di Finanza di Palermo. Lo ha deciso il Giudice delle indagini preliminari sciogliendo la riserva, dopo gli interrogatori di garanzia che si sono svolti a Palermo, Agrigento e a Marsala. L’accusa – rappresentata a Palermo dal pm Claudia Ferrari – aveva chiesto la convalida del fermo e la conferma della misura cautelare. Il provvedimento e’ stato emesso nei confronti di appartenenti a una associazione con base operative a Mazara del Vallo, Marsala, Palermo, Lampedusa e Chebba (Tunisia) che organizzava traversate tra la costa africana e la Sicilia trasportando migranti e sigarette di contrabbando. I reati, contestati a vario titolo, sono quelli di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, contrabbando di tabacchi lavorati esteri, furto di beni sottoposti a sequestro, intestazione fittizia dei beni.

Il Gip di Marsala ha confermato dunque la custodia cautelare in carcere per 3 degli indagati tra cui colui che, secondo l’accusa, sarebbe il capo dell’organizzazione, Fadhel Moncer, 39 anni, tunisino residente a Marsala, volto noto alla giustizia italiana, essendo stato condannato dal Gip di Marsala per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, detenzione e porto abusivo di armi e munizioni. E progettava, nel 2012, di far saltare in aria una caserma dei carabinieri a Marsala.

Un progetto non portato a termine per l’arresto in flagranza.

 Il Gip di Palermo, Walter Turturici, non ha convalidato il fermo ma ha disposto la custodia cautelare in carcere per 6 indagati detenuti nel penitenziario di Pagliarelli. Anche il Gip di Agrigento ha confermato la custodia in carcere per 2 mentre per Francesco Sacco, 54 anni, sono stati disposti gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

Si è svolto  davanti al Gip del Tribunale di Agrigento Francesco Provenzano l’interrogatorio di garanzia  degli agrigentini coinvolti nell’operazione della Direzione distrettuale antimafia di Palermo “Barbanera”.

Un blitz, condotto dai militari della Guardia di Finanza, che ha portato al fermo di 14 persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e contrabbando di tabacchi lavorati esteri.

In mezzo anche episodi in cui emergerebbero altri reati quali ricettazione, furto.

Sono tre gli agrigentini rimasti impelagati nelle maglie delle indagini: si tratta di Filippo Solina, 51 anni, di Lampedusa,  Francesco Sacco, 53 anni, di Porto Empedocle (entrambi difesi dall’avvocato Laura Baldassare), e Salvatore Spalma, 29 anni di Realmonte.

Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Salvatore Pennica, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.

L’inchiesta dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo riguarda un’agguerrita banda italo-tunisina con a capo, Fadhel Moncer, (alias Giovanni, alias Boulaya), 39 anni, tunisino residente a Marsala; Fakhri Moncer, 36 anni, tunisino, residente a Marsala; Bessem Elaiba, 35 anni, tunisino residente a Mazara del Vallo; Moussa Hedhili, 27 anni, tunisino residente a Marsala; Nabil Zouaoui, 56 anni, tunisino residente a Mazara del Vallo; Filippo Solina, 52 anni, di Lampedusa; Salvatore Spalma, 30 anni di Agrigento; Francesco Sacco, 54 anni, di Porto Empedocle; Antonino Lo Nardo, 44 anni, di Palermo; Giulio Di Maio, 33 anni, di Palermo; Vincenzo Corda, 36 anni, di Palermo; Pietro Ilardi, 45 anni di Palermo. Destinatari del fermo, ma non eseguiti, i tunisini Eldin Farhat Khair (alias Karim), 35 anni e Bilel Said, 34 anni, tunisino, residente a Marsala.

Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto Marzia Sabella e dai sostituti Calogero Ferrata, Claudia Ferrari e Federica La Chioma.


Dal Web


Copyright © anno 2017 - Edizioni Grandangolo - Via Mazzini, 177 -
Numero telefonico: 351 533 9611- 92100 Agrigento - Codice Issn: 2499-8907 -
Iscrizione R.O.C.: 22361 - Registrazione al Tribunale di Agrigento n. 264/04