Agrigento

PD, Sindaci e consiglieri agrigentini scrivono al segretario Zingaretti

Nella lettera gli amministratori locali: “non parteciperemo a congressi snaturati”

Pubblicato 5 anni fa

Un nutrito gruppo di amministratori locali, tra sindaci, assessori e consiglieri comunali, scrive al segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, “stanchi di assistere al teatrino di un congresso provinciale segnato, programmato a tavolino, con un finale già scritto da chi è lontano dal territorio”.

L’accusa è gravissima e denuncia la gestione di un partito lacerato. Il nutrito gruppo lamenta “una investitura dall’alto, che non tiene conto di centinaia di militanti che in questi anni, tra mille difficoltà, hanno creduto, e continuano a credere, nel Partito Democratico”.  Accusano il commissario del partito, “le cui scelte sono state mirate a far “quadrare” i numeri, al fine di dare una veste democratica ad un congresso che in realtà non lo è”.

Lamentano anche un tesseramento “che ha escluso la partecipazione delle democratiche e dei democratici della provincia, con regole modulate ad uso e consumo di una parte, annullando il ruolo dei dirigenti locali. Nulla a che fare con la natura stessa del partito che molti di noi hanno contribuito a far nascere”. Altra pesante accusa riguarda  “le sollecitazioni di confronto sui contenuti e sulla politica” che “sono arrivate risposte di mediazione inaccoglibili. Numeri freddi di percentuali, assegnazione di ruoli e “ricompense” varie pur di consegnare simbolo e storia del PD agrigentino a chi ne ha rivendicato la “proprietà”. “Il fallimento alle ultime elezioni comunali sembra non interessare nessuno. Nei due centri più importanti, Agrigento e Ribera, abbiamo assistito a “operazioni” che di fatto hanno favorito il centro destra, annullando la presenza del partito nelle istituzioni locali. Non sembra interessare a nessuno che in tutte le realtà gli stessi non hanno disdegnato di sostenere candidati Sindaci in contrapposizione a candidati espressione del partito, cosa che potrebbe accadere nel rinnovo delle amministrazioni comunali, con l’isolamento e l’esclusione dall’uso del simbolo di chi non è allineato, anche delle esperienze amministrative uscenti, che riteniamo debbano essere tutelate. Senza una vera riflessione su questo e altri fatti non è possibile immaginare un rilancio dell’azione politica del PD agrigentino. Per queste e altre ragioni, scrivono nella lettera, non parteciperemo a un congresso segnato, che non si fondi sul confronto delle idee e sui temi aperti alle problematiche del territorio”.

Il gruppo di amministratori chiedono “il commissariamento con una figura terza, capace di ascoltare le ragioni di tutti, di ridare dignità e ruolo ai circoli e di avviare un confronto di rinnovamento vero, nel rispetto dei valori fondanti del partito democratico. E’ davvero incomprensibile che in piena pandemia, nel mezzo della grave crisi politica e sociale che stiamo vivendo, nell’incertezza per il futuro di tante donne e uomini, che qualcuno, chiuso in una stanza, stabilisca date, orari e garanti dei congressi di circolo, senza nessuna comunicazione ufficiale e nessun coinvolgimento dei territori e con un tesseramento secretato ad uso e consumo di una sola parte! Tra qualche mese in diversi comuni della nostra provincia si tornerà a votare per le amministrative e si terranno le elezioni del Presidente e degli organi del Libero Consorzio di Comuni (ex provincia), appuntamenti importanti per il futuro di questo territorio. Il rischio concreto è che senza un partito strutturato, capace di tornare ad essere interlocutore politico credibile, le sorti della provincia di Agrigento vengano consegnate ad una destra populista”.Siamo Sindaci, amministratori locali, dirigenti PD della provincia di Agrigento e siamo pronti a ricostruire insieme un percorso fatto di idee e contenuti. Non intendiamo rinunciare ad offrire il nostro punto di vista e le nostre soluzioni ai tanti problemi di una provincia troppo spesso ai margini dell’Europa”, denunciano. “E’ il momento di far valere le ragioni di un territorio ricco di opportunità inespresse, di competenze poco valorizzate, di giovani che hanno il diritto di costruire il proprio futuro nella propria terra. Non possiamo e non vogliamo tirarci indietro. Questa crisi mondiale ci consegna una grande possibilità di sviluppo grazie al Recovery Fund, un fondo di rilancio delle economie che deve riguardare anche le nostre realtà. E’ fondamentale non perdere questa occasione, dobbiamo scongiurare il rischio che anche questa opportunità sfugga ad una provincia che necessita di grandi investimenti: dalle infrastrutture alle scuole, dai servizi sociali alla cultura. Apriamo un confronto sui temi importanti per la vita e il benessere delle persone. Siamo pronti a dialogare con quanti hanno a cuore il futuro di questo territorio: partiti, movimenti, associazioni e forze sociali” “Siamo sindaci, amministratori locali, dirigenti PD della provincia di Agrigento che desiderano che il prossimo governo del Libero Consorzio dei comuni della provincia, se si voterà, sia rappresentativo dei cinquecentomila agrigentini, Lampedusa e Linosa compresi, e degli amministratori dei 43 comuni. Un Libero Consorzio che metta mano alla viabilità provinciale e la renda degna e sicura, che garantisca la qualità e la sicurezza degli edifici scolastici degli istituti superiori. Un libero consorzio che si occupi con equità e attenzione di tutti i comuni, da Monte Cammarata alla Scala dei Turchi e che diventi, finalmente, motore dell’ultima provincia d’Italia, nelle nuove sfide post Covid, dalla digitalizzazione a una società del lavoro più equa e giusta, come chiede lo stesso Papa Francesco. Intendiamo parlare con tutti i sindaci, amministratori comunali e consiglieri comunali, con quanti rappresentano lavoratori e imprese e non lasciare la mano ad una destra agrigentina, riciclata non solo nei volti, ma soprattutto nel modo di coltivare il consenso. Se qualcuno ha deciso di continuare a giocare “al gioco del congresso” occupando caselle vuote, faccia pure, ma assumendosi la responsabilità di celebrare un congresso dimezzato, che ha escluso a priori una parte importante del partito. Siamo Sindaci, amministratori locali, dirigenti del PD Agrigentino, rivendichiamo la nostra appartenenza al Partito Democratico e siamo pronti, con la passione di sempre, a lavorare con quanti hanno a cuore le sorti di questo territorio, per il suo riscatto fatto di benessere, opportunità e bellezza”, conclude la lettera.

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