Riciclaggio e rapporti con Cosa Nostra empedoclina: chiesta sorveglianza speciale per Giuseppe Burgio 

Redazione

Agrigento

Riciclaggio e rapporti con Cosa Nostra empedoclina: chiesta sorveglianza speciale per Giuseppe Burgio 

di Redazione
Pubblicato il Gen 17, 2019
Riciclaggio e rapporti con Cosa Nostra empedoclina: chiesta sorveglianza speciale per Giuseppe Burgio 

Approda in aula – davanti la sezione misure di prevenzione presieduta da Angela Wilma Mazara – la richiesta da parte del Questore di Agrigento Maurizio Auriemma e del primo dirigente  della Divisione Anticrimine Alessandro Milazzo – della sorveglianza speciale di 3 anni nei confronti dell’imprenditore empedoclino Giuseppe Burgio, 51 anni, ex re della grande distribuzione oggi agli arresti domiciliari in seguito al “crack” finanziario del “Gruppo Burgio” – oggetto dell’operazione Discount della Guardia di Finanza – e per questo condannato in primo grado alla pena di 8 anni di reclusione. 

La richiesta di sorveglianza speciale risale al 9 giugno 2016 e fissa l’attenzione su alcune frequentazioni passate che l’imprenditore empedoclino avrebbe avuto in determinati contesti criminali mafiosi, soprattutto a Porto Empedocle. In particolare – si legge nella richiesta – a finire sotto la lente di ingrandimento sono presunte operazioni di riciclaggio di denaro e contatti con esponenti della famiglia mafiosa di Porto Empedocle e non soltanto: dall’ex barbiere di Racalmuto Maurizio Di Gati, già capo di Cosa Nostra agrigentina prima di essere spodestato da Giuseppe Falsone, agli empedoclini di spessore quali Luigi Putrone, Maurizio Traina, Alberto Falzone e Giuseppe Gambacorta.

La sezione anticrimine della Questura di Agrigento ha scavato nel passato di Burgio ritornando fino al 1994 anno in cui proprio Gambacorta e Falzone si sarebbero rivolti a Burgio per aprire un supermercato a Porto Empedocle. Nel mirino anche i rapporti con il racalmutese Diego Agrò, oggi 72enne, fratello di Ignazio: già accusato (ma assolto) di essere mandante di un omicidio, la Dia gli sequestrò nel 2016 circa 54 milioni di euro per poi esser restituiti con provvedimento della Suprema Corte. Diego Agrò fu arrestato nell’operazione “Domino” del 2007.

La decisione sull’applicazione della sorveglianza speciale arriverà nelle prossime settimane. Burgio è difeso dall’avvocato Carmelita Danile.


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